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Cronaca | mercoledì 14 settembre 2016, 18:50

Torino, condannato per stalking l'uomo delle rose rosse

Un giorno, si era presentato al mercato della Crocetta, mentre la sua ex stava lavorando al suo banco, porgendole un mazzo con cinquanta rose rosse. Il “regalo” era stato rifiutato e il settantenne aveva distribuito i fiori alle massaie che passavano tra le bancarelle

 

Dichiararsi perdutamente innamorato di una donna, farle aggiustare l’auto a sorpresa e regalarle cinquanta rose rosse non esenta un uomo dall’accusa di stalking, se si è comportato in modo tale da generare nella vittima uno stato di ansia quasi perenne. E’ il senso della sentenza di condanna a un anno di reclusione, con la pena sospesa, pronunciata nel pomeriggio dal tribunale di Torino nei confronti di un settantenne assistito dall’avvocato Antonio Genovese.

L’uomo era stato lasciato dalla compagna dopo vent’anni di relazione. Da allora non si era rassegnato alla fine del rapporto. Aveva iniziato a mandarle centinaia di messaggi e a cercarla al telefono “per riconquistarla”. Un giorno, si era presentato al mercato della Crocetta, mentre la sua ex stava lavorando al suo banco, porgendole un mazzo con cinquanta rose rosse. Il “regalo” era stato rifiutato e il settantenne aveva distribuito i fiori alle massaie che passavano tra le bancarelle.

“Sono ancora perdutamente innamorato di lei", aveva spiegato l’imputato al giudice nel corso del processo, aggiungendo: “volevo soltanto convincerla a tornare da me”. Ma le “premure” dell’uomo erano arrivate anche a seguire la donna, una sera, ai Murazzi, quando la vittima era uscita insieme al suo nuovo fidanzato. Anche se l’indagato, aveva precisato il suo legale, non aveva mai aggredito la sua amata.

“Se condannate quest’uomo, voi condannate un innamorato" aveva esclamato l’avvocato Antonio Genovese nell’arringa per difendere il suo assistito. Ma la corte ha accolto la tesi dell’accusa, condannandolo per stalking.

 

Elisa Sola

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