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Cronaca | mercoledì 14 settembre 2016, 18:00

Uccise a colpi di pistola Antonino Pisano: confermata la condanna a 28 anni per Vincenzo Denaro

L’omicidio era avvenuto il 21 novembre 2012 in via Ghedini, nel quartiere Regio Parco

 

E' stata confermata in Corte d’assise d’appello la condanna a 28 anni di carcere per Vincenzo Denaro, 65 anni, l'uomo accusato di avere ucciso a colpi di pistola Antonino Pisano, di Rivarolo Canavese. L’omicidio era avvenuto il 21 novembre 2012 in via Ghedini, nel quartiere Regio Parco. Il movente non è mai stato chiarito, ma è molto probabile che sia legato a un regolamento di conti legato a un traffico di droga. Questo pomeriggio i giudici di secondo grado hanno espresso la sentenza accogliendo la tesi del pg, Alessandro Aghemo. Le motivazioni saranno depositate tra trenta giorni. Il condannato, assistito dall’avvocato Attilio Molinengo, è pregiudicato e al momento dell’arresto per il delitto si trovava già in carcere per droga. Le indagini sono state svolte dalla polizia, coordinata dalla procura. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giorno dell’omicidio vittima e presunto assassino si sarebbero incontrati in un bar in periferia a Torino. Sarebbe nata una lite e i due sarebbero usciti dal locale per proseguire la discussione, Sul marciapiede Denaro avrebbe esploso cinque o sei colpi di pistola contro Pisano, che si stava allontanando a piedi e che era morto poco dopo all’ospedale Giovanni Bosco. Denaro si sarebbe dileguato a piedi e sarebbe stato visto da alcuni testimoni. Anche la vittima aveva precedenti per traffico internazionale di droga.

La sparatoria era avvenuta nel tardo pomeriggio in un punto del quartiere piuttosto frequentato. Tra un complesso di case popolari, all’altezza del civico 13 e i giardinetti popolati da anziani che giocavano a bocce. Per questo non era stato difficile, per i poliziotti, rintracciare qualche testimone oculare e ricostruire i dettagli del fatto. Pisano era stato colpito all’improvviso da una raffica di colpi di pistola calibro 9: quattro al torace e all'addome e almeno uno alla schiena. Quando

erano arrivati i sanitari del 118 e la polizia, era a terra supino, con la testa appoggiata al muretto di cinta del giardino di tre palazzoni che si affacciano sulla via. Pisano sarebbe stato legato in passato al clan dei catanesi. Era stato coinvolto in un'indagine della procura di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione Sant'Ambrogio, sempre contro il traffico di droga. Scarcerato nel 2007, era stato sorvegliato speciale fino al 2011.

 

Elisa Sola

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