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Attualità | venerdì 06 gennaio 2017, 12:20

Legambiente porta una calza carica di inquinamento al Comune:"A Torino 1.100 morti per smog" (VIDEO e FOTO)

"Chiediamo alla città, così come accaduto a Milano, di mettere l’area centrale a pagamento. In questo modo si disincentiva l’uso del mezzo privato, a favore di quello pubblico"

Una calza carica di PM10 e altre sostanze inquinanti. E’ questo il regalo, simbolo dell’inquinamento atmosferico di Torino, che questa mattina i volontari di Legambiente hanno regalato all’amministrazione cittadini.

Sergio Battistoni “Per il secondo anno”, spiega Sergio Battistoni, Presidente di Molecola, circolo torinese dell’associazione ambientalista, “consegniamo la calza befana, che dovrebbe essere piena di dolci. Invece la vogliamo restituire all’amministrazione con le sostanze che ogni giorno i torinesi respirano, dal PM10 alle polvere sottili, tutte altamente dannose per la salute degli uomini”.

Negli scorsi giorni Torino ha conquistato il triste primato di città, dal punto di vista atmosferico, più inquinata d’Italia, superando per ben 86 volte la soglia consentita.

“Vorremo cercare”, prosegue Battistoni, “di convincere l’amministrazione pubblica ad applicare delle politiche alternative, anche per quanto riguarda gli stili di vita, soprattutto perché il danno è molto grosso. A Torino si contano  1.100 morti a causa dello smog: i più soggetti sono gli anziani e i bambini”.

“Tante città europee”, sottolinea, “riescono ad attivare delle politiche che tutelino la salute pubblica e la qualità dell’aria, non capiamo perché non si possa fare anche nel capoluogo piemontese”.

Diverse le proposte concrete fatte da Legambiente per cercare di risolvere il problema. “In primis intervenire sulla mobilità. Attualmente il piano è insufficiente: vorremo cercare di potenziare l’uso di mezzi alternativi: la bicicletta soprattutto, ma anche il car sharing”.

“Non è possibile, con il traffico del mattino, vedere una persona per macchina. Per cui chiediamo alla città, così come accaduto a Milano, di mettere l’area centrale a pagamento. In questo modo si disincentiva l’uso del mezzo privato, a favore di quello pubblico”.

Cinzia Gatti

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