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Attualità | lunedì 09 gennaio 2017, 12:31

"I CIE vanno chiusi: no all'ampliamento della struttura di Torino"

È la richiesta avanzata dal capogruppo di SEL in Regione Marco Grimaldi, dal consigliere comunale Eleonora Artesio e dal deputato di SI Giorgio Airaudo

"I CIE vanno chiusi, non ampliati". È questa la richiesta avanzata dal capogruppo di SEL in Regione Marco Grimaldi, dal consigliere comunale Eleonora Artesio e dal deputato di SI Giorgio Airaudo.

Il 18 gennaio il Ministro Minniti sarà in Parlamento per l'audizione programmatica sul piano di ampliamento dei Centri di Identificazione e Espulsione, che dovrebbe prevedere oltre 400 nuovi posti disponibili per raggiungere circa 1500 posti a regime. A Torino in corso Brunelleschi, rispetto ai 90 attuali, l'ampliamento dei padiglioni recupererebbe altri 126 posti. Il 19 gennaio il Ministro incontrerà le Regioni per illustrare il piano CIE e ANCI per la distribuzione dei migranti sul territorio.

"I CIE", dichiarano i tre esponenti politici, "sono stati un fallimento fin dall'inizio, sia in termini di efficienza che di tutela di diritti umani.  Per quanto riguarda i rimpatri se ne sono tratti pochissimi benefici, in compenso incendi, rivolte e suicidi sono stati all'ordine del giorno, a causa delle condizioni di detenzione disumane".

"Chiediamo a Appendino e Chiamparino", ha commentato Grimaldi, "di far sentire la loro voce al Governo e far rispettare quanto approvato da Comune e Regione, che hanno chiesto di chiudere immediatamente il centro di corso Brunelleschi". "Capiamo", ha proseguito, "che vi sia una percezione di insicurezza, ma ripercorrere una strada sbagliata non può essere la soluzione. Il caso del terrorista tunisino lo dimostra: in assenza di accordi con i Paesi di provenienza il rimpatrio è difficile. Inoltre i detenuti possono essere identificati in carcere, anziché al CIE".

"Continuando così", ha sottolineato Giorgio Airaudo, "si mettono sullo stesso piano richiedenti asilo e terroristi. Non è così che si sconfigge il terrorismo. La soluzione è aprire corridoi umanitari con i Paesi in cui la situazione è insostenibile, creare percorsi di inserimento legale e facilitare l'accesso al diritto di asilo".

Cinzia Gatti

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