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Attualità | mercoledì 11 gennaio 2017, 06:00

Runner sfidano il freddo al Valentino, al buio, sotto la neve

“Quando sono uscito dal lavoro, appena ho visto la neve non vedevo l’ora di mettere le scarpe e andare. Il Valentino è un luogo speciale e quando nevica ha qualcosa di magico. Tutto qui. E non è poco. I podisti amano la neve”

Al buio, sulla neve, in totale silenzio. Sotto i fiocchi che non hanno smesso di scendere e che hanno trasformato il parco del Valentino in una distesa bianca, deserta e luminosa. Un paesaggio quasi surreale. A Torino la prima intensa nevicata dell’anno ha spinto molti torinesi a rifugiarsi a casa dopo il lavoro, anche a causa del freddo e del vento. Altri si sono imbottiti con giacche a vento, montoni e pastrani pesanti. Ma all’imbrunire, non tutti hanno scelto la via di casa e del piumone sotto cui rifugiarsi.

Al parco del Valentino, esattamente al chilometro quattro, all’altezza della piccola rotonda di fronte allo Chalet, venti coraggiosi runner si sono ritrovati alle 19 in punto di ieri sera. Solita tenuta, pantaloni tecnici attillati e maglia termica. Forse un berretto in più. E hanno dato vita a un allenamento di corsa in riva al fiume, sotto la neve, con tanto di scatti in salita, dove si trova la Promotrice delle belle arti.

La serata si è conclusa oltre un’ora dopo, con foto, selfie, sorrisi e risate. Sensazioni positive.

I podisti che ieri sera hanno sfidato freddo e precipitazioni appartengono al gruppo Base running, una squadra di amatori della corsa che con il passare degli anni ha “colonizzato” vari parchi della città. Il gruppo del Valentino resta quello storico. Si ritrovano qui amici di tutte le età, di professioni disparate, uniti dall’amicizia e dalla passione-mania per la corsa. Spiega Beppe Cuoco, avvocato quarantenne dipendente della Regione Piemonte, podista amatoriale da sei anni. “Quando sono uscito dal lavoro, appena ho visto la neve non vedevo l’ora di mettere le scarpe e andare. Abbiamo fatto un lavoro di potenziamento – racconta – correre per ognuno è diverso, a volte si comincia per fuggire da qualcuno o da qualcosa. Poi ci si accorge di stare bene e a volte di tornare bambini”.

Ma cosa ha spinto Beppe e i suoi compagni a correre in condizioni così “estreme”?

Il Valentino è un luogo speciale – risponde – e quando nevica ha qualcosa di magico. Tutto qui. E non è poco. I podisti amano la neve. Base running è il Valentino e le nostre corse sono qui”.

Pace, contentezza, silenzio”, le sensazioni provate sotto i fiocchi. In pratica, dice Beppe, non cambia moltissimo rispetto a quando il tempo è più mite. “Si va più lenti, ma non troppo. Certo, si fa più attenzione ad appoggio e postura”.

E se rinevicherà, il gruppo tornerà, come di consueto, a giorni quasi alterni, al chilometro quattro per un altro allenamento speciale. Una bella lezione di vita e di stile per tutti i “lamentosi del freddo” che insorgono alla prima nevicata.

Elisa Sola

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