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Politica | mercoledì 11 gennaio 2017, 17:40

Bocciato il referendum per il ripristino dell'articolo 18, esulta l'Unione Industriale

Dario Gallina: "Non potrà essere cancellato il punto fondamentale della recente riforma, non torneremo indietro"

Non si fanno attendere le prime reazioni alla decisione della Consulta che oggi ha dichiarato non ammissibile il quesito per ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, mentre ha detto “Sì” a voucher e appalti, dopo due ore di udienza a porte chiuse. Mentre Susanna Camusso, della Cgil, medita un ricorso alla Corte Europea, esultano le rappresentanze di categoria degli imprenditori, in modo particolare Confindustria che ne aveva fortemente caldeggiato l'introduzione nel pacchetto di riforme del mercato del lavoro, meglio noto ormai come Jobs Act, approvato dal governo Renzi.

“La decisione della Consulta di non rendere ammissibile il quesito per ripristinare l’articolo 18 – commenta Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino - è una buona notizia. Per certo la decisione assunta sull’art. 18 è positiva in quanto non cancella il punto fondamentale della recente riforma e quantomeno non ci fa tornare indietro. Stabilizza altresì una situazione che ha fornito risultati positivi in termini di nuovi posti di lavoro e che le imprese, soprattutto quelle che devono affrontare nuovi piani di investimento, hanno dimostrato di apprezzare ed ora possono guardare con più serenità al futuro. Per quanto riguarda gli altri due referendum dichiarati ammissibili – prosegue Dario Gallina - , voglio ricordare che lo strumento dei voucher era nato come provvedimento anti evasione e chiederne l’abolizione significa favorire forme di assunzioni irregolari. Oltretutto questo strumento è relativo ad una porzione assolutamente irrilevante del mercato del lavoro; ne riguarda infatti solo il 2% ed oltre il 90% di chi ne fa uso incassa un importo inferiore ai 2mila euro l’anno. Certo gli abusi vanno naturalmente perseguiti e la norma recentemente introdotta sulla tracciabilità ridurrà già sensibilmente le irregolarità. Per quanto riguarda il terzo quesito, quello riguardante la possibilità di derogare alla responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore, si tratta, in tutta evidenza, di una norma di importanza assai circoscritta, tant’è che fino ad oggi nessuna delle parti titolate a farlo ne ha mai domandata l’applicazione”

Flavio Giuliano

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