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Economia e lavoro | lunedì 13 febbraio 2017, 12:11

Crescono le imprese giovanili in Piemonte: +10% a Torino

Le imprese giovanili continuano a fornire un contributo fondamentale alla tenuta del sistema imprenditoriale: rappresentano oltre il 30% delle nuove iscrizioni in regione

 

Sono 42.237 le imprese giovanili registrate al 31 dicembre 2016 in Piemonte e rappresentano poco meno del 10% delle aziende complessivamente registrate nella regione e il 32% delle nuove attività. Nel 23,6% dei casi sono guidate da stranieri e il 28,2% è amministrato da giovani imprenditrici.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, nel 2016, a fronte della nascita di 8.478 imprese giovanili, ne sono cessate 4.085 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 4.393 unità. Senza l’apporto delle aziende guidate da imprenditori under 35, lo stock delle imprese complessivamente registrate in Piemonte avrebbe manifestato una perdita pari a 4.912 unità.

“La buona dinamica delle imprese under 35 e il loro apporto fondamentale alla nostra economia - rappresentano infatti il 32% di tutte le nuove attività - ci confermano la necessità di sostenere i giovani con iniziative dedicate, per metterli nelle condizioni di dare continuità al tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Il Sistema camerale dedica da tempo un’attenzione particolare ai giovani, e si sta muovendo sempre di più in questa direzione: nell’ambito del programma nazionale Garanzia Giovani stiamo portando avanti il progetto ‘Crescere Imprenditori’, articolato in corsi di formazione e assistenza personalizzata per i futuri capitani d’azienda, finalizzato alla redazione di un Business plan efficace per poter realizzare al meglio le loro idee imprenditoriali. Anche le nuove funzioni che il Decreto legislativo n. 219 del 25 novembre 2016 ci ha attribuito, ci permetteranno di sostenere i giovani imprenditori di domani, dotandoli di competenze ed esperienze spendibili nel mondo del lavoro” commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte.

A livello nazionale, emerge come il Mezzogiorno evidenzi tradizionalmente una concentrazione di imprese giovanili superiore a quella delle altre aree. La Calabria risulta la realtà con la maggiore incidenza di aziende guidate da imprenditori under 35 sul totale delle imprese registrate nel territorio regionale (14,3%), seguita dalla Campania (13,7%), dalla Sicilia (13,1%) e dalla Puglia (11,8%). Il Piemonte, che si trova all’undicesimo posto, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,6%, ha perso una posizione rispetto al 2015, periodo in cui l’incidenza delle imprese under 35 era pari al 9,8%.

Il tessuto imprenditoriale piemontese, così come quello, nazionale è affetto dal cosiddetto nanismo imprenditoriale, essendo costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese. Questo fenomeno è ancora più vero per le imprese giovanili, per le quali si registra un’incidenza elevatissima di micro imprese: nel 99% dei casi le imprese guidate da under 35 hanno, infatti, meno di 10 addetti. 

L’analisi per settori evidenzia come il primo comparto per le imprese giovanili sia quello delle altre attività di servizi (26,9%), seguito dal commercio (25,2%) e dallecostruzioni (18,2%). Un’impresa su dieci appartiene al turismo, l’8,9% si dedica all’agricoltura e solo il 6,2% è industriale.

Confrontando la realtà settoriale delle imprese giovanili con quella del tessuto imprenditoriale regionale complessivo, si evidenzia, per le aziende guidate dagli imprenditori under 35, una maggiore specializzazione nelle costruzioni e nel turismo ed un minor interesse per agricoltura e industria in senso stretto.

Dall’analisi del tessuto imprenditoriale giovanile piemontese per classe di natura giuridica, si osserva come il 79,9% circa delle imprese guidate da under 35 assuma la forma diditta individuale, poco meno del 10% sia una società di persone, mentre il 9,1% (in crescita rispetto all’8,5% del 2015) sia strutturata come società di capitale. Le altre forme giuridiche, in cui trovano spazio le cooperative, pesano l’1,1%.

Confrontando le imprese giovanili con quelle totali, si evidenzia per le prime una maggiore propensione per la forma della ditta individuale e un peso decisamente inferiore per le società di persone e di capitale.

L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali di Novara (10,7%) e Torino (10,0%), mentre risulti meno diffusa ad Biella (7,8%) e a Alessandria (8,1%).

Analizzando i flussi di iscrizioni e cessazioni delle imprese giovanili a livello provinciale, i saldi risultano positivi per tutte le realtà territoriali, mentre analizzando le imprese al netto di quelle under 35, i saldi risultano negativi per tutte le province. L’analisi dei flussi consente, quindi, di evidenziare come l’imprenditorialità under 35 contribuisca sempre positivamente alla crescita del sistema imprenditoriale locale.

c.s.

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