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Politica | lunedì 20 marzo 2017, 18:30

Torino-Ceres: controllo del cantiere e piano di comunicazione

In discussione in consiglio comunale il nuovo progetto voluto dal M5S

La ferrovia Torino-Ceres, nata nel 1869, oggi collega Torino alle valli di Lanzo, Ciriè, Caselle (con aeroporto) e lo stadio di calcio della Juventus.

Nel 2003 venne avviato uno studio di Satti (concessionaria della linea di proprietà della Regione Piemonte) che prevedeva un raccordo di connessione con la stazione Dora a partire dal dislivello esistente con la stazione Madonna di Campagna e di un tracciato lungo l’asse di corso Grosseto connettendolo alla stazione Rebaudengo. Nel 2005 furono individuate quattro proposte di tracciato tra queste (la mozione ha come oggetto i lavori in corso Grosseto) la deviazione dalla linea storica in corso Grosseto (percorso sotterraneo) e collegamento con la stazione Rebaudengo.

Il progetto ora in approvazione (evidenzia la mozione approvata dal Consiglio comunale con 24 voti favorevoli, 1 astenuto) prevede:  La demolizione delle attuali sopraelevate di Largo Grosseto e la realizzazione di un sottopasso stradale sostitutivo (400 metri di lunghezza); la modifica e il ripristino e adeguamento delle sedi tranviarie con la realizzazione rotatoria di largo Grosseto (e nuova impiantistica); nuova tratta a doppio binario della Torino Ceres; la nuova fermata sotterranea “Grosseto” (in via Lulli in sostituzione della stazione “Madonna di Campagna” che sarà esclusa dalla tratta); la realizzazione di una nuova tratta sotterranea (lunga circa 2700 metri) a partire da Largo Grosseto fino a Rebaudengo.

L’impatto di questo cantiere, prosegue la mozione, avrà notevoli conseguenze per la viabilità di tutti i quartieri limitrofi, sul servizio ferroviario e sullo spostamento della stazione Madonna di Campagna. Il cronoprogramma di tutti i lavori di scavo dovrà essere concordato, per i controlli dei reperti, con la soprintendenza archeologica; la riduzione minima degli abbattimenti di alberi e mantenere la continuità delle alberate e dei filari lungo i viali. 

Infine, segnala la mozione, che il 20 dicembre 2016 è stata approvata la delibera sui lavori di sistemazione superficiale della Spina tra via Breglio e corso Grosseto che stabilisce il progetto definitivo di copertura del Passante che interessa il tratto terminale del viale della Spina e comprendente la viabilità di corso Venezia.

Considerato, prosegue il documento, che i lavori superino il periodo di tempo previsto (i 3 anni ipotizzati); quanto sia dannoso e oneroso il blocco della linea ferroviaria Torino-Ceres (blocco previsto per una parte della tratta di 12 mesi) con l’aumento relativo dell’uso dell’auto da parte dei pendolari.

La mozione chiede alla Giunta di vigilare sulle prescrizioni preventive del cantiere (eventuale mancato rispetto dei tempi) e sulla corretta esecuzione dei lavori; verificare la sistemazione superficiale; l’inizio dei lavori (per quanto possibile) deve avvenire quando ci sono le condizioni per un normale deflusso del traffico in strade alternative come il previsto nuovo corso Venezia. Il documento chiede di predisporre un piano preventivo di comunicazione rivolto ai cittadini e agli operatori commerciali nei pressi dell’area del cantiere e un aggiornamento sui lavori per tutti i cittadini e di inserire fra le opere prioritarie i lavori di copertura finale del Passante ferroviario.     

Infine, in carenza delle risorse necessarie, di adoperarsi per reperirle, anticipando

le risorse necessarie in attesa che diventino disponibili quelle promesse dalla Regione Piemonte, come del resto auspicato in una lettera congiunta tra l'assessora Lapietra e l'assessore Balocco.

La mozione è stata presentata dal consigliere Malanca (Movimento 5 Stelle, primo firmatario). Ha dichiarato “E' un progetto di cui nessuno sembra essere particolarmente orgoglioso e siamo convinti che la Regione Piemonte renderebbe un grande servizio ai cittadini tutti e alle amministrazioni interessate dal percorso, se decidesse di tornare, almeno in parte sui suoi passi, magari questa volta coinvolgendo, appunto, le città che finora non sono state coinvolte”.

Il consigliere Lo Russo (Partito Democratico) ha espresso il voto contrario sul documento in quanto riferendosi alla copertura finale del Passante ferroviario, la Giunta ha approvato una delibera con contenuti totalmente differenti da quanto qui detto. Il consigliere Fornari ha sottolineato l’anomalia della composizione della commissione responsabile del cantiere, dell’amministrazione precedente.  Il consigliere Magliano (gruppo Moderati) ha ribadito l’attenzione da porre, nel corso dei lavori, ai cittadini residenti e soprattutto ai commercianti che necessiteranno di sgravi fiscali (viste ad esempio le problematiche per i lavori in via Nizza o in corso Inghilterra). Ha poi sottolineato che oltre l’inizio dei lavori si doveva indicare nell’impegnativa della mozione anche la fine del cantiere.

Il consigliere Carretto  (Movimento 5 Stelle) ha condiviso quanto espresso dal consigliere Magliano e lo ha invitato a presentare una mozione verso la Regione per chiedere gli sgravi fiscali. La variante 200 non è mai stata approvata. Il consigliere Rosso (Direzione Italia) ha sostenuto che il Movimento5stelle a quest’opera si era detto contrario in campagna elettorale. Questi lavori rappresentano, ha infine espresso,  un caso tipico dei rapporti anomali tra imprenditoria e Pd.

Iaria, consigliere del gruppo Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che si cita sempre la variante 200 che oltre a essere bocciata dal nostro gruppo lo è stata anche dal mercato immobiliare. Questa opera è stata già approvata, ha infine sostenuto, e si cerca di ridurre i problemi che ne derivano. Il consigliere Mensio (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato l’importanza ambientale: lo spostamento del traffico, i mezzi (diesel) che trasportano le macerie dagli scavi, l’abbattimento di alberi. Su questo, ha concluso, vogliamo essere molto attenti.

Infine il vicesindaco Montanari ha ribadito che la variante 200 è decaduta perché non ha avuto risposte dal mercato immobiliare: Ha poi sottolineato le grandi azioni di propaganda delle amministrazioni precedenti (architetti, studi di Finpiemonte, scuole, Urban center) che non servono a nulla. Io mi auguro che la nostra amministrazione non abbia più bisogno di operazioni di marketing ma che possa rispondere ai bisogni dei cittadini, all’uso del suolo e al benessere della città intera.

c.s.

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