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Cronaca | venerdì 21 aprile 2017, 11:26

Torino: picchetto antisfratto in via Chatillon, si cerca una soluzione

Sul posto le forze dell'ordine per procedere ma il contratto non è mai stato regolarizzato dai proprietari (fotogallery)

Alle ore 8 di questa mattina si sono riuniti esponenti dello sportello Prendocasa e occupanti del Neruda con l'obiettivo di evitare lo sfratto di una famiglia che sembrerebbe aver subito una truffa: Patricia, il marito e la loro bambina di 8 anni, malata, con la volontà di rinnovare il proprio permesso di soggiorno nel 2002, si sono recati in questura dove hanno scoperto che il contratto d'affitto 4+4, regolarmente pagato, in realtà non esisteva e non era mai stato registrato, pur essendo stato firmato.

Da giugno 2016 la famiglia è andata in contrasto con i proprietari chiedendo la regolarizzazione del contratto di locazione: di fronte al rifiuto, hanno deciso di cessare il pagamento d'affitto come pretesa di rispetto dei propri diritti.

I proprietari hanno proceduto a una monitoria di sfratto. L'11 aprile l'ufficiale giudiziario si è recato presso la famiglia concedendo un rinvio di 10 giorni. È fissato per lunedì 24 un incontro con i servizi sociali. 

Presenti oggi l'ufficiale giudiziario stesso, l'avvocato, i proprietari e gli oppositori. 

Verso le 9.20 è arrivata la Digos con la volontà di procedere. 

La soluzione proposta dallo sportello è quella di concedere alla famiglia due mesi di tempo per cercare una residenza alternativa e avere così modo di organizzarsi tra i tanti disagi che la situazione attuale comporta, compresa la bambina malata. 

Gli esponenti dello sportello hanno quindi dato avvio al picchetto: le forze dell'ordine, dopo un po', hanno, però, desistito.

In questo momento l'avvocato sta discutendo con l'ufficiale giudiziario circa la soluzione da adottare: pare che quella proposta sia di applicare un 610, senza obbligo di notifica.

Roberta Scalise

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