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Eventi | venerdì 21 aprile 2017, 13:08

Chivasso intitola le vie Ernesto Rigazzi e Soldati Polacchi

Solenne cerimonia con la resenza del console generale di Polonia e una grande partecipazione delle Penne Nere

C'è la storia di Chivasso della fine del Ventesimo secolo nelle cerimonie di intitolazione delle vie a Ernesto Rigazzi e ai Soldati Polacchi che si è tenuta ieri, giovedì 20 aprile, nella zona nord est della città. Si è iniziato con il nuovo tratto di strada che collega via Mazzè con via Maestra ai Torassi, intitolata al Tenente Colonnello Alpino ed ex sindaco Ernesto Rigazzi, nato a Brusasco il 22 aprile del 1906 e morto poco prima di compiere il secolo di vita, nel 2006. Con il sindaco Libero Ciuffreda e la giunta comunale, era presente il figlio di Rigazzi, Giorgio, il capogruppo degli Alpini di Chivasso, Piero Facciano, il sindaco di San Sebastiano, Beppe Bava, l'assessore di Caluso Giovanni Tuninetti e il vicesindaco di Brusasco Gianni Arietti. Con la banda musicale Stella Alpina di Chivasso presieduta da Luigi Rubino e la madrina Wilma Avanzato anche gruppi Ana, con i loro gonfaloni, di Torino, Chivasso, Foglizzo, Castagneto Po, San Sebastiano, Castelrosso e Montanaro e il gruppo dei Bersaglieri di Chivasso.

Il sindaco Ciuffreda e Giorgio Rigazzi, hanno ricordato la figura del militare, poi vicecomandante partigiano nella brigata Vallorco e dell'amministratore comunale che ha contribuito alla rinascita e allo sviluppo della città, uscita dalla guerra. Tra il pubblico, anche l'ex sindaco Livio Riva Cambrino, autore del libro “Una fraterna amicizia” dedicato proprio al ricordo dei soldati polacchi ospiti alla Mandria.

“Una guerra – ha sottolineato il figlio Giorgio – che papà non condivideva, ma che ha combattuto con grande forza d'animo, coraggio e senso del dovere. E' stato un esempio per tutta la nostra famiglia”.

Dal palco allestito in via Mazzè, ci si è quindi spostati in corteo verso l'imbocco della nuova via. Il cartello che indica via Ernesto Rigazzi è stato poi scoperto al suono dell'Inno di Mameli e di “Trentatre (Valore Alpino), l'inno degli Alpini d'Italia.

Proseguendo per la nuova via, il corteo si è poi fermato all'incrocio con la nuova via dei Soldati Polacchi. Una dedica agli oltre 20 mila militari, dei due reggimenti polacchi di prigionieri dell'esercito Austro-ungarico (il “Zawisza Czarny” e il “Stefan Czarniecki”), a cui si aggiunsero in seguito altre migliaia di soldati provenienti da vari fronti, che furono ospitati nella tenuta della frazione Mandria di Chivasso tra il 1918 e il 1919. Molti di loro vi trovarono la morte a causa di malattie e per le conseguenze della guerra e sono stati sepolti nei cimiteri di Chivasso e della Mandria. L'intitolazione della via ha rappresentato un evento importantissimo per la comunità polacca in Italia, tanto che non ha voluto mancare all'evento il console generale polacco in Italia, con sede a Milano, Adrianna Siennicka e il console onorario di Torino, Ulderico Leiss, oltre ai rappresentanti delle comunità polacche di Torino.

“Ringrazio le autorità italiane e il console onorario di Torino – ha detto Adrianna Siennicka -. Questo evento consente di ricordare un momento fondamentale per la nazione polacca che, proprio grazie a questi soldati, ha potuto riconquistare e difendere la sua autodeterminazione e ridiventare una nazione”.

Flavio Giuliano

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