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Eventi | venerdì 21 aprile 2017, 10:04

Un fiore sulle lapidi dei partigiani: oggi a Mirafiori ANPI commemora i caduti

Le sezioni Leo Lanfranco ed Ercole Epicedio partecipano alle celebrazioni per il 25 aprile con corone e fiori. Presente anche la scuola elementare Mazzarello

«La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare». Sono parole di Pietro Calamandrei, uno dei massimi esponenti dell'antifascismo, tra i fondatori del Partito d'Azione durante la seconda guerra mondiale. Oggi le sue idee ancora risuonano come monito a non perdere mai di vista un valore inviolabile e prezioso, che solo qualche decennio fa è costato la vita ai tanti che hanno lottato per difenderlo. Sotto la sua egida la Città di Torino si prepara a celebrare la Festa della Liberazione, con un fitto programma di eventi in ogni quartiere. E la Circoscrizione 2 è già operativa da una decina di giorni in collaborazione con i rappresentanti locali dell'ANPI – Associazione nazionale partigiani italiani.

Questa mattina, a partire dalle 11, alcuni allievi della scuola elementare Mazzarello, che ogni anno aderisce alle commemorazioni, si ritroveranno in piazza Omero per posare una corona d'alloro presso il cippo dei partigiani, alla presenza di Renato Appiano, presidente della sezione ANPI Leo Lanfranco. A seguire, dalle 15.30 i membri della sezione procederanno con l'infioramento delle lapidi partigiane collocate in tutta la Circoscrizione 2, con partenza da piazza Santa Rita. 

La sezione Leo Lanfranco di Mirafiori Nord è attiva nella sede di via Giacomo Dina da circa dieci anni. Colui a cui è intitolata fu un operaio metallurgico trucidato a Villafranca Piemonte il 5 febbraio 1945, all'età di quarant'anni. Aderì al Partito comunista clandestino nel '25 e una decina d'anni dopo venne mandato al confino a Ponza. Qui conobbe alcuni dirigenti antifascisti, come Umberto Terracini, Giovanni Roveda e Pietro Secchia, che lo formarono ideologicamente. Tornato a Torino, nel '43 fu tra i principali organizzatori dello sciopero della FIAT, ponendosi in testa della lotta nell'officina 19 di Mirafiori. Dopo l'8 settembre, Lanfranco ebbe un ruolo di spicco nell'organizzazione delle Squadre di azione patriottica nelle fabbriche, per poi raggiungere le formazioni partigiane di Barge, in provincia di Cuneo. La sera del 2 febbraio '45 venne arrestato a Villafranca Piemonte da una squadra di fascisti capeggiata da Spirito Novena, e torturato per ore prima di essere ucciso. La sezione di via Giacomo Dina tiene vivo il suo ricordo, tesserando periodicamente anziani del quartiere e divulgando fra i più giovani la storia della Resistenza. «Sono un antifascista convinto da sempre», racconta Teresio Bori, che tiene aperta la sede due volte a settimana, dalle 15 alle 18. «Sono nato il 25 luglio del '39, poco prima che Hitler invadesse la Polonia. La mia infanzia è stata segnata dai continui scoppi delle bombe. Ho passato i primi anni della mia vita nei rifugi antiaerei, con la paura costante di cosa potesse accadere da un momento all'altro». Cresciuto in piazza Sabotino, all'epoca uno dei tanti quartieri operai di Torino, Teresio ha conosciuto fin da subito la violenza e la ferocia della guerra, vedendola con occhi da bambino. «Piazza Sabotino per me era tutto il mio mondo. Al di fuori, c'era il male assoluto, il fascismo, con la sua crudeltà»..

Oggi Teresio e tutta la sezione, collaborando con l'analoga realtà di Mirafiori Sud, la sezione Ercole Epicedio presieduta da Mario Morello, portano avanti con orgoglio la loro opera. Sanno bene che i destinatari di un'eredità così grande, fatta di racconti e ricordi, sono le nuove generazioni. E per questo ogni anno mettono in piedi con entusiasmo un fitto programma di iniziative che non si esauriscono semplicemente nella giornata del 25 aprile. Tra queeste, la partecipazione delle scuole continua di certo a essere uno dei grandi punti di forza della memoria collettiva.

Manuela Marascio

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