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Cronaca | venerdì 12 maggio 2017, 19:07

Assonline e Asati si uniscono per promuovere l’azionariato diffuso

Verrà discussa a fine mese alla Camera la proposta di legge che prevede il riconoscimento e la promozione dei piccoli azionisti nella governance delle società quotate in borsa dei settori di pubblica utilità

Garantire ai piccoli azionisti, oltre ai dipendenti, presenza e rappresentanza negli organi sociali, facilitare l’esercizio dei diritti sociali non patrimoniali e assicurare il riconoscimento e il rafforzamento dell’associazionismo come strumento primario per gli azionisti al dettaglio: questi gli intenti oggetto della proposta di legge presentata alle Commissioni Giustizia e Finanza e sostenuti dalle associazioni degli azionisti dipendenti di Italiaonline–Assonline e di Telecom Italia–Asati.

Lo scopo”, spiega Francesca Corneli, vicepresidente di Asati, “è quello di promuovere l’azionariato diffuso, nelle società quotate operanti nei settori di pubblica utilità, attraverso la nomina di un rappresentante della categoria – dipendente, ex dipendente o esterno – che entri a far parte del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, assumendo un potere pari a quello di tutti gli altri membri. Costui sarebbe mosso dalla volontà di veder crescere e progredire l’azienda e non, quindi, dal conflitto di interesse che spesso caratterizza i grandi azionisti”.

Infatti, gli azionisti al dettaglio, ossia gli investitori privati che, tramite piccole partecipazioni (fino allo 0,1% del capitale sociale) destinano i propri risparmi all’investimento azionario gestendoli direttamente, senza ricorrere a fondi istituzionali, risultano esclusi nell’attuale assetto di governance delle aziende.

La filosofia che soggiace alla proposta”, chiarisce Franca Tosco, presidente di Assonline, “è quella di puntare sulle risorse umane dell’azienda per agevolare quest’ultima, farla crescere e con lei incrementare le prime, sulla base di un procedimento meritocratico”.

La cernita di un rappresentante dei piccoli azionisti, inoltre, permetterebbe di contribuire a un allargamento di prospettive, che non siano soltanto quelle economico-finanziarie, di garantire la parità di informazione e di riconoscere la parità di mezzi e strumenti: una partecipazione diretta alla gestione e alle decisioni delle aziende, che vuole essere proposta come obbligo legislativo.

Infine, si rafforzerebbero anche le associazioni stesse, che verrebbero in questo modo ad assumere il ruolo di soggetto aggregante e rappresentativo dell’azionariato diffuso, inserite all’interno del tessuto sociale, aperte e operanti con la realtà esterna. Secondo gli esperti, se l’Italia approvasse questa proposta di legge si porrebbe all'avanguardia rispetto all’Europa, segnando una svolta importante.

Roberta Scalise

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