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Eventi | martedì 16 maggio 2017, 08:15

Delirio Kiss a Torino, il Pala Alpitour è una macchina del tempo

Poco più di un'ora e mezza di concerto per la rock band di Simmons e soci, ma una performance da antologia per i "vecchietti" con la maschera. Fans italiani in delirio, tra trucchi e nostalgia

Alla fine il pensiero che rimbomba in testa è: "Ma alcuni di loro hanno quasi settant'anni, come fanno a fare uno spettacolo così?".
Il concerto torinese dei Kiss si è concluso da poco e il popolo dei fans (la cosiddetta Kiss Army) torna alle proprie case. Quella del Pala Alpitour è stata una serata memorabile, tra fuochi d'artificio (tanti), botti e petardi (tantissimi) ed effetti speciali. Ma soprattutto è stata la musica a riportare i presenti indietro di diversi decenni, quando le band erano ancora in grado di diventare fenomeni di culto e le canzoni rimanevano impresse nell'immaginario collettivo per molto più di qualche settimana.

Il palazzetto non è stato certo da tutto esaurito (anche per i costi non proprio accessibili dei tagliandi), ma lo spettacolo non ne ha risentito. Le canzoni non hanno bisogno di presentazioni, ma quel che colpisce è proprio il pubblico.
Tanto, variegato, entusiasta. L'età media è - a dire il vero - piuttosto alta. Ma d'altra parte se i Kiss sono in giro da 40 anni qualcosa vorrà pur dire.
Questo però non vuol dire che manchino i giovani. Sebastiano, appena ventenne, confessa "E' l'ottava volta che li vedo". E intorno a lui ci sono addirittura bambini che ballano, vestiti e truccati di tutto punto.

Ecco, l'aspetto del trucco merita un discorso a sé: alla faccia dell'età e del lavoro che anche stamattina sono tornati a fare, una buona parte dei presenti, ieri sera, era truccata di tutto punto. Ceroni bianchi in faccia e poi una delle maschere dei loro idoli: stelle, occhi di demone, baffi da gatto. Ce n'è per tutti i gusti. Anche se in effetti i personaggi di Simmons e Stanley vanno per la maggiore. D'altra parte sono loro i due componenti originali del quartetto e i veri mattatori della serata.

Code e attesa fin dal primo pomeriggio di ieri. E tra i presenti non poteva mancare la Kiss army Torino (la delegazione locale dei fans). Però c'è anche chi arriva da casa con il proprio travestimento autonomo e improvvisato. Magliette, bandane, pantaloni di pelle vanno a ingentilire anche i fisici che accusano più degli altri le ingiurie degli anni. I più coraggiosi hanno rispolverato addirittura il chiodo, chiuso da chissà quanti anni in fondo all'armadio di casa.
Ma per una sera è tutto concesso: la macchina del tempo si attiva alle 21 con puntualità e si spegne soltanto dopo le 22.30, dopo un paio di bis.

Poi si torna a casa. Soddisfatti e pacificati con il proprio passato e il proprio amore per il rock e la musica. A tanti servirà ancora almeno un'ora di lavoro per struccarsi. A meno di non volersi presentare stamattina in ufficio come un demone o un figlio delle stelle.
Ma essere arruolati nella Kiss army può voler dire anche questo.

Massimiliano Sciullo

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