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Attualità | venerdì 19 maggio 2017, 10:24

Ingegnere o architetto adesso sono parole di genere femminile

Sono sempre di più le donne che scelgono di seguire queste carriere professionali, superando gli ostacoli degli stereotipi e della conciliazione con la famiglia

Sempre più donne scelgono di diventare ingegnere o architetto. Al Politecnico di Torino ingegneria edile è frequentata al 50% da studentesse, ma altri corsi restano ancora ad appannaggio fortemente maschile, da civile, ad elettronica e meccanica.

È questo uno dei temi affrontati oggi al convegno “Donne che costruiscono”, al Castello del Valentino, in occasione dei 60 anni dell’A.I.D.I.A. Associazione Italiana Donne Ingegneri E Architetti.

"L'AIDIA", spiega la Presidente della sezione sabauda Emilia Garda, "è nata a Torino. Oggi è l'occasione per conoscere le diverse realtà territoriali, ma anche per affrontare il tema dell'associazionismo e il contributo delle donne".

Diverse le difficoltà che si trovano ad affrontare, dalla mancanza di lavoro per il settore giovanile, a "discriminazioni" per appartenenza di genere. La presenza femminili ai vertici è ancora bassa, ma non solo.

"È difficile trovare una conciliazione", evidenzia la Garda, " tra lavoro e figli oppure cura degli anziani, solo per fare due esempi". "Le donne spesso guadagnano meno e sono messe da parte dalle aziende o scavalcate da colleghi maschi. È una discriminazioni nei fatti: anche nelle professioni "colte" spesso sono loro che rinunciano al lavoro per la famiglia", conclude la Garda.

"Io sono qui in rappresentanza di una Giunta al 60% femminile", ha commentato l'assessore Maria Lapietra, "e di un sindaco donna, che lotta tutti i giorni per garantire la parità di genere". "Mi fa sorridere", ha proseguito, "quando mi chiamano Assessora scherzo dicendo che sono stata ingegnere fino a ieri e non voglio cambiare sesso proprio ora". "Voi non sapete quanto è difficile riuscire a trovare uno spazio in un mondo lavorativo così tanto governato dagli uomini. Anche se lottiamo per la parità dei diritti siamo diversi, meravigliosamente diversi", ha concluso Lapietra.

Cinzia Gatti

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