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Cronaca | domenica 16 luglio 2017, 15:42

Aurora, dopo le occupazioni di alcuni alloggi interviene Atc

L’assegnazione degli immobili nelle disponibilità di Atc, precisa l’istituto, è di competenza comunale. A Torino, su circa 20.000 appartamenti gestiti, quelli sfitti sono 985, di cui quasi 600 in ristrutturazione

L’Atc è intervenuta a seguito del nostro articolo di ieri, in merito alle nuove occupazioni di alcuni appartamenti nel quartiere Aurora, organizzate da alcune persone vicine al centro sociale di via Alessandria e in polemica proprio con Atc. L’istituto ha precisato, in proposito, che le assegnazioni degli immobili alle famiglie aventi diritto sono di competenza dei singoli Comuni, quindi, nel caso di via Cuneo (e anche di via Aosta), la questione riguarda la Città di Torino.

L’istituto, tuttavia, aggiunge anche alcuni dati sulla situazione abitativa di Torino. Il totale degli appartamenti sfitti, al momento, è di 985 (il dato, naturalmente, riguarda soltanto quelli di proprietà di Atc), su un totale di circa 20.000 attualmente gestiti. Tra quelli non assegnati, però, solo 229 sono nelle disponibilità del Comune di Torino, ma ve ne sono alcuni che non vengono assegnati in quanto, per legge, le famiglie possono vederne fino a tre prima di decidere quale scegliere. È probabile che gli appartamenti del quartiere Aurora siano tra quelli che per ora non sono stati scelti da nessuno.

Il grosso degli alloggi vuoti al momento, però, è composto da appartamenti interessati da lavori di ristrutturazione ordinaria o straordinaria, quindi in attesa di essere riassegnati: per un totale di 583 (306 per piccole ristrutturazioni, 277 per lavori più importanti). Poi ci sono 79 alloggi inclusi nel bando di autorecupero dell’edilizia popolare, 40 destinati al cambio alloggio e 19 appena recuperati (per sfratti o decessi), al momento in carico all’ufficio legale di Atc, che attendono di essere svuotati da mobili ed effetti personali dei precedenti inquilini. Infine ve ne sono 35 destinati ai profughi istriani e dalmati, come previsto dalla legge.

Paolo Morelli

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