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Cronaca | domenica 16 luglio 2017, 16:59

Una fine agrodolce per Nessuno Fuorigioco, la squadra che sogna di integrare i ragazzi rom con il calcio

Nata nel 2011 con 12 bimbi dei campi non autorizzati di Torino Nord, l'associazione si prepara a confluire nell'associazione sportiva dilettantistica Centrocampo, con 40 anni di storia

È un triplice fischio che segna una fine e, come ogni fine che si rispetti, ha un sapore agrodolce. E' il capitolo conclusivo di Nessuno Fuorigioco, che si sta scrivendo proprio in questi giorni, con la decisione - ufficializzata anche attraverso una comunicazione spedita ai propri sostenitori - di confluire all'interno dell'associazione sportiva dilettantistica Centrocampo, da 40 anni attiva a Torino.

Arriva così al capolinea (anche se è pronto a ripartire in altra veste) il progetto che il presidente Timothy Donato, insieme ad alcuni amici-collaboratori-sostenitori ha avviato nel 2011. Come lo definisce lui stesso, "Un laboratorio di coesione sociale col pallone tra i piedi". In pratica, una squadra di calcio che ha dato corpo all'utopia di integrare i bambini rom attraverso il gioco più amato e il loro inserimento in un contesto di regole, di socialità e di confronto con i loro coetanei.

All'inizio, 6 anni fa, i bimbi del nucleo originario erano 12, che vivevano nei campi non autorizzati di Torino nord. L'avvio non è stato certo facile, anche dal punto di vista dei risultati ("Il primo campionato lo abbiamo concluso con 0 vittorie e 0 pareggi - ricorda Donato - e i primi 3 punti sono arrivati la stagione successiva, giocando contro noi stessi: maschi contro femmine. Io allenavo i maschi, ma tifavo per le femmine").

Sì, perché col passare del tempo anche le ragazze hanno preso a giocare per Nessuno Fuorigioco. "Le femmine erano 4 Rom e 4 italiane - ricorda il presidente - e nel 2013 hanno praticato calcio a 7 e fatto nascere l'under 20, sempre tesserata per la federazione della Uisp".

Ma Nessuno Fuorigioco è stato anche molto altro, al di fuori del campo di gioco, dove già cercava di assolvere a un compito importante a livello sociale. Negli anni è stato organizzato un laboratorio con la scuola Holden e Palazzo Madama in cui i ragazzi/e raccontavano una storia agli studenti Holden: un'esperienza da cui è nato anche un libro. Poi c'è stata l'avventura a Venezia: un viaggio finanziato dal Consiglio d'Europa, che ha permesso ai piccoli calciatori di giocare in uno stadio che ha ospitato anche la serie A. Nel 2014 la squadra prosegue nel suo cammino e comincia ad accogliere anche bambini non di etnia rom, a rafforzare il meccanismo di integrazione avviato alcuni anni prima.

E ancora, nel 2014/15 è il momento di "Play with us- we are not afraid of you", iniziativa realizzata con Asgi e Uisp per estendere e garantire il diritto al gioco a tutte e tutti e sempre nel 2015, come ricorda il presidente "Cambiamo la legge regionale con l'assessora Monica Cerutti e con Antonio Saitta per iscrivere i minori presenti sul territorio al sistema sanitario regionale".

Per i ragazzi, poi, come ogni squadra di calcio che si rispetti, ogni anno è stato fatto il ritiro a Cantalupa, ma Nessuno Fuorigioco evolve anche sotto altri punti di vista: le attività, che un tempo erano gratuite, cominciano a richiedere un contributo di 10 euro per giocare, 10 euro per ritiro, 5 euro per cene. Ma si cerca anche di responsabilizzare i ragazzi: "All'inizio andavamo a prendere noi i bambini, poi hanno cominciato ad arrivare da soli, oppure accompagnati dai genitori".

I primi problemi però iniziano nell'annata 2015-2016. "Sono iniziati gli sgomberi, come a Lungo Stura - racconta Timothy Donato -e i ragazzi cominciano a non venire più a giocare. Rallentano così anche un sacco di percorsi scolastici che erano stati avviati in paralleo al gioco del calcio". Tanto che, con l'inizio del 2017, non ci sono più bimbi per Nessuno Fuorigioco, ma soltanto l'under 20 e la squadra femminile. E quindi, (anche) da qui, la decisione di evolvere e di avviare la collaborazione con Centrocampo per far nascere squadra femminile bambine.


"La asd Nessuno Fuorigioco Onlus chiude e dalla prossima stagione confluiamo in Centrocampo: associazione sportiva dilettantistica nata nel 1978 e dunque con una storia di 40 anni", conclude Donato. Gli obiettivi della fusione osno molteplici: "Un maggior radicamento nel territorio, migliorare qualità tecnica e didattica del calcio. Vogliamo continuare a mettere al centro del progetto i ragazzi e le ragazze: calcio, tanto calcio fatto bene, ma non solo: un educatore per ogni categoria giovanile e scolastica, aiuto compiti e dopo scuola. E tra le tante cose che vogliamo fare, come l'utilizzo dell'impianti Città di Bagneux di via Petrella come centro sportivo, ricreativo e culturale, c'è anche un maggiore coinvolgimento delle famiglie, favorendo l'accesso alle fasce deboli e che vivono in situazioni di marginalità, sostenendone i costi. E poi costruire un percorso con i ragazzi (16-20 anni) perché siano loro a proporre e gestire alcune attività. E magari cercare sponsor per garantire stabilità e sostenibilità nel tempo".

Forse non è la fine, ma una pausa ai box. Di certo, un cambio di percorso. Nella speranza che si arrivi lo stesso al traguardo. Intanto prosegue la raccolta di fondi, per chi volesse sostenere l'attività (https://buonacausa.org/cause/nessunofuorigioco).

Massimiliano Sciullo

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