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Attualità | lunedì 17 luglio 2017, 17:15

M5S presenta bozza del marchio no-slot. "Aiutiamo i Comuni, Chiamparino smetta di tentennare" (VIDEO)

Ogni anno i maggiorenni della regione giocano in media 1004 euro. In Piemonte c'è un apparecchio ogni 150 abitanti. A 3,7 miliardi ammonta il giro d'affari (quasi 1/3 del debito regionale). Il commento dell'assessore Pentenero

"La giunta regionale non ha ancora approvato il piano integrato per la prevenzione e il contrasto al gioco d'azzardo. E' un ritardo inaccettabile. Abbiamo una buona legge regionale, ma serve il piano per darle sostanza. La giunta è in ritardo anche nella creazione del marchio anti-slot: oggi presentiamo una proposta di logo a dimostrazione che le cose possono esser fatte in tempi brevi e risparmiando": A parlare è Giorgio Bertola, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

Trentamila euro è la cifra stanziata dalla Regione per far affidare a uno studio la creazione del marchio, che andrebbe esposto in tutti gli esercizi privi di attrezzature videoludiche: “Quello che presentiamo oggi è un logo prodotto dai nostri attivisti. Siamo pronti a regalarlo alla Regione – prosegue Bertola - ma se invece organizzassimo un concorso tra Istituiti superiori di grafica, offrendo ai ragazzi l’opportunità di crearlo loro?”.

La presa di posizione del M5S contro l’azzardopatia, ha contribuito alla messa in atto della normativa regionale in materia. 1004 euro è la cifra media giocata annualmente dai maggiorenni piemontesi. Quasi 30mila gli apparecchi in Piemonte, circa uno ogni 150 abitanti. Di 3,7 miliardi il giro d’affari (quasi 1/3 del debito regionale): tutte stime ricostruite dal Movimento 5 Stelle attraverso l’incrocio dei dati demografici e AAMS.
“I Comuni piemontesi non possono attendere i tentennamenti di Chiamparino”. Forte della sentenza del TAR, il gruppo regionale pentastellato pretende punti fermi. Così come previsto dalla legge regionale 9/2016 approvata a maggio scorso - e non ancora attuata – il Movimento chiede: un piano integrato contro il gioco d’azzardo; fondi per sensibilizzare alla ludopatia; un decalogo di azioni sul gioco sicuro e responsabile e, infine, definire un test per l’autovalutazione del proprio rischio di dipendenza.

“Abbiamo fatto richiesta ad AAMS (Agenzia dogane e monopoli, nda) per accedere agli atti regionali. Abbiamo ottenuto un’impressionante mole di dati, che racconta un’emergenza sociale senza precedenti. Leggendo le pagine del dossier, ci siamo domandati perché solo pochi sindaci abbiano richiesto ad AAMS i numeri sul proprio Comune. Per questo rendiamo pubblici sul nostro sito i dati affinché siano a disposizione di tutti: cittadini, amministratori e interessati”.

 

Sul tema si è pronunciata anche l’assessore regionale all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero: “Siamo contenti che il Tar del Piemonte abbia respinto i ricorsi presentati contro il Comune di Torino, ma anche contro altre amministrazioni locali piemontesi, come Biella, in relazione agli orari di apertura di locali con videopoker e slot machine”. “Si tratta del sostanziale riconoscimento della bontà e correttezza dell’impostazione contenuta nella legge regionale. Questo ci consente di convocare, già dalla prossima settimana, il tavolo di coordinamento sul contrasto al gioco d’azzardo patologico, e di procedere speditamente all’attuazione definitiva  del provvedimento”. “Ci tengo a precisare – ha aggiunto Pentenero – che la Regione non ha ancora bandito nessun concorso per la realizzazione del marchio regionale “No Slot”, ma ha previsto una campagna informativa sui rischi del gioco d’azzardo nel Piano integrato 2017-2018 per il contrasto, la diagnosi e la cura della ludopatia, di recente approvato dal ministero e da cui si attende l’effettiva disponibilità finanziaria”.

 

Federica Cucci

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