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Cronaca | lunedì 17 luglio 2017, 12:55

Giardini Parri di Torino, carabinieri arrestano 7 pusher: "spazio ritorna alla cittadinanza"

Gli uomini finiti in manette, tutti centroafricani, avevano monopolizzato l’utilizzo del parchetto per vendere cocaina, crack e tutti i tipi di droghe

Sette arrestati, 13 indagati in totale e un giardino prima “ostaggio” dei pusher tornato nelle mani della cittadinanza. I carabinieri della compagnia di Torino San Carlo e della stazione di San Salvario hanno sgominato una banda di spacciatori che da mesi occupavano i Giardini Parri, il parchetto giochi davanti alla piscina (chiusa da tempo) nella zona tra via Ormea, via Petitti e via Pietro Giuria. Gli uomini finiti in manette, tutti centroafricani, avevano monopolizzato l’utilizzo del parchetto per vendere cocaina, crack e tutti i tipi di droghe.

I clienti erano anche “insospettabili”, non solo i “classici tossicodipendenti”, persone tra i 20 e i 60 anni di varie professioni: studenti, artigiani, commercianti, pensionati. Spiega il comandante provinciale Emanuele De Santis, dopo l’esecuzione delle misure cautelari emesse dal gip su richiesta del pm Andrea Padalino: “Non è contestata l’associazione, ma il gip ha riconosciuto che non è un’attività in strada improvvisata e questo è molto importante, queste persone restano in carcere”. “L’attività – prosegue - nasce dalla richiesta di aiuto dei cittadini del quartiere, per chi fa il nostro mestiere è brutto sapere che un residente è obbligato a cambiare strada perché in quella zona ci sono “quelli”. Vogliamo dire al quartiere che l’Arma c’è e anche quando non ci vedono in uniforme non vuol dire che siamo assenti, ma che ci sono esigenze istruttorie che richiedono un’attività più discreta”. I militari, in tre mesi di indagine, hanno dimostrato che questo gruppo di spacciatori era molto ben organizzato: erano divisi in “turni di lavoro”, dalle 5.30 di mattino fino a sera e ognuno aveva il suo ruolo.

Chi vendeva non cedeva droga, alcuni facevano le vedette e tutto era possibile grazie alla complicità dei clienti. Il consumatore che aveva meno soldi aveva qualità di droga inferiore, chi non aveva 30 o 40 euro da consegnare al pusher poteva dare vestiti, apparecchi elettronici o addirittura lasciare in pegno il cellulare in attesa di pagare. Adesso 43 consumatori di droga sono stati identificati e verranno segnalati in prefettura, ma l’obiettivo dei carabinieri è continuare ad individuare tutti i compratori di droghe di quel parco. “Da qualche giorno sono tornati gli anziani ai giardini – precisa il comandante De Santis – speriamo che adesso tornino anche i bambini”.

Elisa Sola

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