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Gourmet | giovedì 20 luglio 2017, 08:11

Lo stile e la classe della Smarrita a Torino, dove mangiare nelle sale di Cavour

Un’atmosfera aristocratica, quella delle sale de La Smarrita, dove lo chef Matteo Chiaudrero, propone una cucina di altissima qualità di stampo tradizionale rivisitata in chiave moderna, così come geniali innovativi abbinamenti

Un ristorante di fascino, classe ed eleganza che sorge nel cuore di Torino là dove un  si trovavano gli uffici e lo studio personale di Camillo Benso Conte di Cavour. Stiamo parlando del ristorante La Smarrita, in via Cesare Battisti 17 A, che si affaccia su piazza Carlo Alberto, uno dei salotti di Torino.

Grazie a recenti opere di restauro, il palazzo che ospita il ristorante, palazo Salmatoris, ha ritrovato il suo antico splendore ed in alcuni punti si intravedono i solai seicenteshi e le volte riccamente decorate; nella sala denominata “Carnevale” é riapparsa una splendida fascia di fine ‘600 con scene mitologiche e bucoliche.Di particolare bellezza sono la sala degli “Specchi” in stile settecentesco e lo “Studio” con mobili e boiserie di ispirazione medioevale, già Ufficio Politico personale di Camillo Benso Conte di Cavour.

Un’atmosfera aristocratica, quella delle sale de La Smarrita, dove lo chef Matteo Chiaudrero, propone una cucina di altissima qualità di stampo tradizionale rivisitata in chiave moderna, così come geniali innovativi abbinamenti: piatti della storia piemontese, piatti elaborati con gli ingredienti della cucina mediterranea, dove il pesce vive nuovi fasti in una interpretazione culinaria di altissimo livello.E noi di TeladoioTorino lo chef Chiaudrero lo abbiamo intervistato, seduti al tavolo con lui, di fronte ad un ottimo antipasto piemontese accompagnato da un altrettanto eccellente calice di Nebbiolo.Matteo Chiaudrero, classe 1984, è nato a Pinerolo.Matteo Chiaudrero ci racconta i suoi inizi, in pizzeria a soli quattordici anni. Frequenta l’alberghiero di Pinerolo e finiti gli studi parte per Londra dove studia e lavora per due anni. Tornato in Italia è il rinomato ristorante Trattoria Zappatori di Pinerolo che lo accoglie come sous chef. Dice Matteo a proposito di questa esperienza “Mi ha aperto il mondo della grande cucina”.

Seguono uno stage in una grande pasticceria di Alba, un’esperienza come chef alla Tenuta la Cascinetta e poi ancora a Bergamo per studiare la cucina molecolare.“Ho sempre fatto stage – confida chef Chiaudrero – durante le mie ferie”.Uno stage molto importante Matteo Chiaudrero lo svolge sotto l’egida del famoso chef Antonino Cannavacciuolo a Villa Crespi dove, oltre a perfezionare la tecnica, Matteo impara l’importanza della brigata di cucina dove “ci sono minimi margini di errore”.Passione, studio, impegno, sacrificio, esperienza. Chef Chiaudrero approda dalla Spagna, dove si trovava ancora una volta per perfezionarsi e studiare, a Torino al ristorante La Smarrita.

Una grande fortuna e un privilegio per chef Chiaudrero dirigere con il suo tocco la cucina de La Smarrita: “Un locale storico, meraviglioso, in una delle piazze più belle di Torino una città che si sta molto aprendo come realtà gastronomica”. “Per me cucinare – conclude lo chef – è un gioco per adulti dove mi diverto come un bambino. Mi considero ancora in fase di formazione, sempre in movimento. Nei miei piatti utilizzo molto le verdure, la stagione è la mia regola, mi piace cucinare le carni povere e naturalmente ho una predilezione per il Piemonte a tavola”

ip

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