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Cronaca | sabato 05 agosto 2017, 14:25

L'agonia del Po. "C'è bisogno di un ritorno alla civiltà". (FOTO E VIDEO)

Poco distante dalla riva, due oche stanno quiete su una zolla di fondale riemerso. Qualche metro più in là, una bomboletta di spray per capelli viene trascinata dalla corrente.

Il Po, visto dal ponte Vittorio Emanuele I, ha un aspetto desolante. Grandi zolle di terra sono affiorate lungo i suoi argini, dove alcuni ciuffi d’erba crescono rigogliosi tra ciottoli e immondizia. Torino sfiora i 40 gradi. E il Po, termometro naturale della città, ci presenta gli effetti di un caldo mai registrato prima.

Un ragazzo in bicicletta si affianca alla corsa del fiume. Rallenta, si toglie gli occhiali da sole, osserva. “Sono uno studente fuori sede”, mi racconta Alberto, seduto sulla sua Atala rossa. 25enne di Novara, Alberto ha folti capelli ricci e grossi anfibi nonostante l’afa: “Abito a Torino da diversi anni, studio e lavoro. Percorro il lungo Po quasi tutte le mattine e non l’ho mai visto in queste condizioni. La spazzatura, poi… mi piange il cuore”.

Poco distante dalla riva, due oche stanno quiete su una zolla di fondale riemerso. Il bianco delle piume fa a pugni con il verde opaco dell’acqua. Qualche metro più in là, una bomboletta di spray per capelli viene trascinata dalla corrente.

Cassette di plastica per la frutta, contenitori di latta, pneumatici, bottiglie di vetro. Persino uno spartitraffico in cemento, accasciato su un fianco. La spazzatura è ovunque, e gli animali che abitano il Po sembrano essersi abituati alla sua ingombrante presenza.

E’ colpa dell’inciviltà delle persone”, prosegue Alberto sconsolato, mentre guarda il fiume: “C’è bisogno di un risveglio interiore, di un ritorno alla civiltà. Non so se accadrà mai, o quanto ci vorrà perché succeda. Ma ne abbiamo bisogno. Qualcosa deve cambiare, prima che sia troppo tardi”.

Federica Cucci

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