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Attualità | lunedì 07 agosto 2017, 12:56

"Manca la logica della catena di soccorso": vigili del fuoco piemontesi pronti ad un esposto contro il 112

I pompieri rivendicano il loro ruolo nella gestione emergenze

"L'istituzione statale di soccorso tecnico urgente è il corpo nazionale dei vigili del fuoco. Abbiamo giurato fedeltà allo Stato per dare al cittadino il servizio che merita. Questo dev'essere chiaro sempre".

L'appello di Cgil, Fins Cisl, Uilpa, Conapo e Confsal è unanime: durante l'incontro pubblico nella sede di corso Regina Margherita, a Torino, tutti rivendicano un'autorevolezza e competenza messa a dura prova dai disservizi recentemente causati dall'istituzione del Nue, il numero unico per le emergenze, attivo dal marzo.


Ultimo tragico incidente, la morte del bambino nel campo estivo dell'alessandrino, travolto da un masso. Da questo episodio, il polverone. Con le allusioni di Danilo Bono, responsabile del gruppo di lavoro del Nue e attuale direttore dell’Asl Cn2, ai disguidi interni alle centrali operative dei vigili del fuoco. E l'acceso risentimento di questi, che hanno colto la singolar tenzone come occasione per un chiarimento pubblico sulle oggettive problematiche del servizio.

Tre i principali nodi messi in evidenza.

Innanzitutto, non sempre il Nue attribuisce l'emergenza al giusto ente preposto al soccorso. Infatti, il disciplinare siglato tra vigili del fuoco, carabinieri, 118 e polizia di Stato dovrebbe prevedere l'indirizzamento alle varie sale operative a seconda delle casistiche di intervento. Ma da diversi mesi viene continuamente disatteso.


"Bisogna porsii una domanda fondamentale", ha detto Gianni Nigro, coordinatore regionale Cgil. "Il Nue è davvero così laico come viene dichiarato? O forse la presenza, tra il personale tecnico, di ex operatori 118 provoca un indirizzamento monodirezionale delle chiamate?". I numeri parlano chiaro: finora il 40% dei casi è stato demandato erroneamente alla sala operativa del 118, anche quando non si trattava di interventi di sua stretta competenza. E questo è il secondo problema del Nue: l'attribuzione prioritaria del soccorso al servizio sanitario.

Infine, un altro ostacolo viene dall'ingerenza del soccorso alpino nella gestione delle emergenze anche in ambienti non prettamente montani.
Tutto questo a fronte di un ritardo nei soccorsi che può rivelarsi fatale, laddove è quel minuto di scarto a salvare la vita.

"Abbiamo raccolto moltissimi dati relativi ai disservizi dei mesi scorsi", ha dichiarato Alessandro Basile, vicesegretario regionale Conapo presentando un luogo elenco di date e relativi episodi. "Spesso molti fatti li abbiamo appresi direttamente dai giornali, perché non eravamo stati avvisati. E questo è assurdo. Porteremo oggi pomeriggio, o al più tardi domani, un esposto alla procura della Repubblica con tutte le segnalazioni dei problemi".

Ma la questione è spinosa anche dal punto di vista economico. Il servizio delle eliambulanze, spesso attivato per la ricerca persone, ha un costo orario di circa 3000 euro l'ora, quello di ogni singolo intervento di 6700. "Si potrebbe raggiungere un risparmio netto utilizzando di più gli elicotteri dei vigili del fuoco, senza speculare sulle tasche dei cittadini. È aberrante vedere dei mezzi della Regione, pagati con i nostri soldi, portare soccorso quando dovremmo essere noi l'istituzione di riferimento".
Ma quali potrebbero essere le soluzioni?

Il rispetto dei protocolli già stipulati, in primis. E, a livello pratico, la creazione di una sala interforze, integrata, che risolva i problemi di comunicazione tra gli enti.
"Di certo non accettiamo le critiche di Bono", ha ribadito Nigro. "Le nostre sale operative sono perfettamente funzionali. Occorre chiarire una volta per tutte che è il corpo dei vigili del fuoco l'istituzione con cui lo Stato vuole fare il servizio di soccorso. Forse questo passaggio non è ancora chiaro al Nue".

Manuela Marascio

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