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Cronaca | sabato 12 agosto 2017, 15:15

Ricca: "Lingotto non è un quartiere razzista: la vicenda della commessa respinta è un deprecabile caso isolato"

Secondo il presidente della Circoscrizione 8, la conferma arriva da anni di convivenza senza eccessi da parte della popolazione con una situazione delicata come quella dell'Ex Moi

Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 di Torino, prende posizione su uno degli episodi più spiacevoli che si siano verificati in questi ultimi mesi: il posto di lavoro negato alla ragazza che cercava un impiego da commessa in un negozio, a causa della nazionalità del fidanzato.

"È assolutamente sbagliato far passare il Lingotto come un quartiere razzista e xenofobo per un episodio singolo di assoluta intolleranza e razzismo strisciante come quello legato alla giovane che cercava lavoro - sottolinea Ricca - . Pensiamo solo alle palazzine occupate dell'Ex-Moi. Gli incidenti dello scorso novembre non hanno visto di certo una rivolta di residenti scendere in Via Giordano Bruno al grido di "via gli immigrati": si rileggano le ricostruzioni di quei giorni. Anzi, vi sono una serie di associazioni e di progettualità che gravitano su quell'area che hanno attivato percorsi di integrazione. Scuole e territorio coinvolti".

Questo non implica, tuttavia, che sia tutto rose e fiori, da quelle parti: "È, però, un dato che sono più di 4 anni che il Quartiere convive con l'occupazione abusiva più grande d'Europa - dice Ricca - aspettando la liberazione delle palazzine e la riqualificazione complessiva dell'area. Progettualità per ora solo presenti sulla carta (Parco della Salute, Polo tecnologico scientifico Alle arcate) o peggio interrotte e infinite (metro Lingotto-Bengasi, Palazzo della Regione) che avrebbero dovuto trasformare l'area in uno dei principali poli direzionali della città. Per ora nulla! Solo le palazzine occupate e condizione igienico sanitarie disumane per gli occupanti e tutte le difficoltà che derivano da un insediamento di questo tipo che conta almeno 1000 persone per la stragrande maggioranza maschi giovani-adulti. Certo che gli abitanti vogliono lo sgombero, ma non per questioni legate al  colore di pelle della pelle, ma per la riqualificazione e rigenerazione urbana dell'area e per un necessario ripristino della legalità. La ricollocazione abitativa degli occupanti è necessaria sopratutto perché loro stessi non possono restare in quelle condizioni".

Cinzia Gatti

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