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Eventi | sabato 09 settembre 2017, 14:54

Al Da Giau c'è posto per tutti, ma l'odio rimane fuori: rasta e veli per la festa colorata contro il razzismo (FOTO E VIDEO)

Grande successo per "Rimbalziamo il razzismo", evento promosso dall'associazione Xenia nello storico circolo Arci di Mirafiori Sud.

Capelli lunghi e selvaggi su magliette che hanno il colore della vita di strada. Occhi che cercano una birra, una mano o un lembo di sogno cui attaccarsi. Abbracci fugaci di anime che si ri-conoscono tra un battito dub e un "oh" cantato al cielo. Un altro pezzo di storia che va ad ampliare quel puzzle infinito di volti che Da Giau ha composto nei suoi 50 anni e più di vita. E un evento culturale contro le xenofobia, all'insegna dello sport, del cibo condiviso, della danza etnica e della bella musica, non poteva che rivelarsi un grande successo per un circolo Arci che è sorto dalle radici stesse della lotta di classe, per poi rinnovarsi continuamente nel tempo, senza mai perdere il suo grande potenziale rivoluzionario.

Un'intera giornata dedicata a quelle attività che da sempre riescono ad aggregare le persone più diverse, lasciando fuori dal giro la poltiglia corrosiva di odio, violenza e pregiudizio di cui si alimentano le tensioni odierne. "Rimbalziamo il razzismo", evento promosso dall'associazione Xenia, è riuscito a conglobare nell'estrema periferia di Mirafiori, un mondo multiculturale che per qualche ora ha fatto sperare tutti in un futuro migliore, mgari di pace, e sicuramente più colorato.

"Temevamo che la partecipazione fosse ridotta a causa dell'estate", spiega, stanca ma raggiante, Federica Gagliostro, tra le organizzatrici della manifestazione. "Ma fin dal mattino sono entrati moltissimi curiosi che passavano per strada, oltre a quelli che avevano saputo dell'evento tramite i social".

La partita di bubble football nel corso della mattinata è stato, infatti, l'inizio goliardico di una giornata che ha visto un crescendo di felicità e mescolanze etniche. I volontari di Xenia, che porta avanti progetti di integrazione per migranti, hanno coordinato al meglio ogni momento, accogliendo ragazzi e famiglie con il sorriso di chi crede davvero in una società fondata sulla fratellanza. Sotto l'amorevole supervisione dei loro responsabili. "Si respira un'atmosfera di festa, siamo davvero contenti di questa grande affluenza", commenta Roberto Barbieri mentre distribuisce i braccialetti per l'apericena. Ai tavoli, Elisabetta Ghione, artefice della prima edizione dell'evento, sistema i piatti e le posate, con la solare frenesia di chi sa godersi la bellezza del momento senza lasciarsi disturbare dall'ansia della perfezione.

Vassoi che raccontano alcune tra le migliori tradizioni gastronomiche a livello mondiale. Partendo dall'Italia, un viaggio tra i sapori africani, arabeggianti e latinoamericani, prima di rituffarsi nel cuore dell'Europa.

Dopo il pasto conviviale, si accendono finalmente le luci sul palco, e la scena passa agli artisti.

Le sensuali danzatrici di Federica Borgogno avvolgono il pubblico con veli e movenze da mille e una notte; le percussioni di Magatte Dieng, con il gruppo Tamra, fanno palpitare i cuori a ritmi forsennati, trascinando tutti in un vortice di energia afro al cardipalma.  

Una bella ouverture per gli ospiti della serata, che cantano sul palco il loro no al razzismo, ciascuno con il proprio stile.

Si comincia da Raphael, che porta le sonorità luminose della Jamaica nel cortile di Da Giau, comunicando, nel linguaggio universale del raggae, il suo messaggio di benevolenza e amore tra gli uomini.

Poi è la volta del freestyle melodico firmato Alp King (Matteo Zulian), che, con un beatboxing accompagnato dalla frizzante chitarra di Peyoti (Andrea Spessa), passa in mezzo alla gente per catturare nuove rime guardando negli occhi ogni singola persona che è per lui fonte quotidiana di ispirazione.

E, infine, eccoli, gli irriducibili Bunna e Madaski, con un repertorio che va a pescare le pietre miliari della produzione Africa Unite passando per le ultime sperimentazioni musicali. La festa raggiunge il culmine, tutti i presenti saltellano, molleggiano sulle ginocchia, si abbracciano, lasciano uscire una risata liberatoria che è la miglior risposta a soprusi e ingiustizie. L'unione che vince sull'ignoranza dell'individualismo.

Dulcis in fundo, a fare da colonna sonora alle ultime ore della notte che precedono l'alba, il mitico Dj Vale, puntina storica del circolo Da Giau, per oltre 24 anni protagonista della serata Afrodisiak. Un bel cocktail della buonanotte fra raggau, funky, brasil ed etno.

E chi è passato da quelle parti, ieri sera, non avrà potuto fare a meno di tendere l'orecchio a questo mix di sonorità e ritmi a dir poco magnetici. Immaginando chissà quali scenari esotici, lontani, sconosciuti, eppure lì, proprio a due passi, aperti ad accogliere chiunque voglia davvero conoscere una nuova cultura, prima di lasciarsi ingabbiare da chiusure ideologiche prive di sbocchi sul futuro.

 

 

 

 

 

 

Manuela Marascio

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