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Attualità | lunedì 11 settembre 2017, 18:17

Pasto da casa, il legale: Diritto che va garantito da subito e senza costi aggiuntivi

Dopo la polemica suscitata dal "caro mensa" e la mobilitazione dei comitati dei genitori, quest'anno sarebbero aumentate le famiglie che hanno scelto la soluzione del "menu fai da te"

Riaprono le scuole e i genitori favorevoli al pasto da casa (e contrari al "caro mensa") si riorganizzano per segnalare anomalie e cirticità nei vari istituti del torinese.

E' lo stesso avvocato Giorgio Vecchione, che assiste alcune di queste famiglie, a lanciare la prima allerta: "Oltre alla richiesta di pagamento per l'assistenza - denuncia - alcune scuole stanno già dicendo alle famiglie del pasto da casa, le stesse dello scorso anno, che "per accedere in refettorio, si deve attendere il sopralluogo dell'Asl".

"Un altro?" si domanda il legale, che aggiunge: "E' evidente che ricominciamo subito col piede sbagliato. Mentre a Firenze il Comune autorizza il pasto da casa accanto a quelli della mensa, senza divisioni, proprio qui a Torino, ricominciamo con i mezzucci e le scaramucce". "Se le scuole non si sono organizzate in tempo - conclude Vecchione - è un problema loro, non dei genitori che lavorano e che non possono prelevare i figli all'ora di pranzo. Quindi nessun passo indietro". E mentre alcune mamme e alcuni papà si dicono soddisfatti di come hanno affrontato la situazione alcune scuole (come la Pacinotti), una mamma di una scuola media protesta perché l'istituto del figlio chiede al genitore del ragazzo che mangia in mensa un euro, ma la cifra sale a 1,50 euro se il fanciullo si porta il pranzo da casa.  

Una sorta di mora per "l'assistenza al pasto"? L'avvocato Vecchione precisa subito: "L'assistenza, gratuita (o meglio, pagata con le tasse) è già garantita dai docenti, già pagati dallo Stato", quindi una richiesta di denaro sarebbe a suo modo di vedere un "abuso".

Dopo l'esplosione della polemica del "caro mensa", e la mobilitazione dei comitati dei genitori favorevoli al pasto da casa, quest'anno sarebbero aumentate - secondo quanto riferiscono alcuni genitori - le famiglie che avrebbero scelto la soluzione del "menu fai da te". Lo sostiene - ad esempio - una mamma che racconta: "Nella classe di mia figlia siamo passati da un 60% ad un 90% che usufruiranno del pasto domestico. Senza alcun problema stamattina la maestra ha fatto l'appello chiedendo appunto chi vuole e chi no".

Elisa Sola

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