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Politica | mercoledì 13 settembre 2017, 18:10

Turismo in Piemonte: “Opportunità per il territorio, ma lavoratori ancora precari”

Sul palco della Festa dell'Unità a Torino, confronto tra l'assessore Antonella Parigi e i segretari di Cigl, Cisl e Uil. Contratti di lavoro tema caldo.

Torino è cambiata. Non più avvolta dai fumi industriali – o, perlomeno, non unicamente – è adesso una città aperta al nuovo, che ha scoperto di avere le sue grazie da mostrare al pari di molte altre località italiane. Tutti si sono accorti di come sia cambiata la musica dalle Olimpiadi in avanti: gruppi-vacanza di turisti asiatici, coppie francesi romantiche o famiglie anglosassoni amanti dell'architettura hanno iniziato ad animare il nostro centro storico come mai era successo prima. Non solo: l'intera Regione sembra rinata sotto un sole propizio, grazie a un sempre maggiore interesse per le sue bellezze paeaggistiche, storiche e artistiche. Ma è davvero tutto così splendente?

Il Piemonte sta vivendo un vero e proprio rinascimento”, ha commentato raggiante l'assessore regionale alla cultura e al turismo Antonella Parigi alla Festa dell'Unità. Seduti accanto a lei, Raffaele Gallo, presidente della commissione per le attività produttive della regione, e i tre segretati di Cigl, Cisl e Uil, Enrica Valfré, Mimmo Lo Bianco e Gianni Cortese. È la prima volta che il tema del turismo riceve uno spazio tutto suo nella kermesse del Pd: la domanda cui si cerca di rispondere ruguarda le concrete opportunità di sviluppo economico e occupazione che il turismo può portare sul lungo termine.

Pesiamo per il 4% sul Pil regionale, ma, calcolando l'indotto, arriviamo al 10%”, ha spiegato, numeri all amano, la Parigi. Ricordando il valore intrinseco dei due settori collaterali, la cultura e l'enogastronomia, e l'apporto degli investimenti imprenditoriali.

Ma, guardando al concreto, quali sono le condizioni di chi lavora tutti i giorni in una struttura ricettiva o ristorativa?

Va considerato che oggi a Torino le persone impiegate nel turismo svolgono un lavoro povero di diritti e occupazioni”, ha ricordato Enrica Valfré di Cigl. Concordi tutti i sindacati sulla necessità di imprimere una svolta ai contratti stipulati nel settore. Sì alla quantità – con 5 milioni di turisti registrati nel 2016 – ma senza dimenticare la qualità.

Come sindacato, siamo per la manifatturiera, il vero e unico settore capace di creare un'economia stabile”, ha spiegato con foga Cortese. “Ma vediamo che i servizi del terziario stanno diventanto sempre più attrattivi, anche se certe strutture diventano un ricettacolo di categorie deboli, tra cui le donne e i giovani under 24. In futuro è opportuno promuovere eventi meno torinocentrici e progredire verso forme di lavoro più stabili e durature”.

Questa giunta ha investito sul turismo come mai era capitato prima, considerata la carenza di risorse”, ha voluto precisare la Parigi. “Ora però viviamo una discrepanza rispetto alle priorità dell'amministrazione comunale”.

Ma il nodo del precariato resta da sciogliere. I sindacati hanno lanciato un appello per l'apertura di un dibattito in sede istituzionale per il rilancio di un turismo che sia “dalla parte del lavoratore”. Aumento di salario, introduzione di un bollino qualità per le imprese che assumono, maggiore controllo sul lavoro nero. Temi che toccano il confine tra le competenze regionali e quelle nazionali, e che sollevano domande – ancora una volta – su quanto ci sia ancora da fare, su larga scala, per rendere il turismo e la cultura valori a tempo indeterminato.

Manuela Marascio

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