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Attualità | giovedì 14 settembre 2017, 14:13

Uova contaminate, siglato a Roma un accordo per garantire la sicurezza dei consumatori

Allasia: "Vogliamo che i consumatori siano tranquilli, ma anche che non ci siano danni a carico degli imprenditori"

Le organizzazioni dell'allevamento di pollame per la produzione di uova hanno sottoscritto lunedì 11 settembre, al Ministero della Salute di Roma, un protocollo per promuovere l'attuazione di un programma di autocontrollo per garantire la sicurezza dei consumatori, attraverso una verifica estesa delle caratteristiche delle uova italiane e dei prodotti che le contengono.

Confagricoltura, che ha sottoscritto l'atto, ha riunito a Torino la sezione avicola dell’organizzazione subalpina (costituita dai rappresentanti provinciali dei produttori di uova aderenti a Confagricoltura) per un esame della situazione, presente il presidente regionale Enrico Allasia. “Vogliamo che i consumatori siano giustamente garantiti – ha detto Allasia aprendo i lavori – e che si evitino danni a carico degli imprenditori che lavorano quotidianamente con scrupolo e professionalità per assicurare prodotti salubri e di qualità”.

Il presidente della sezione avicola nazionale di Confagricoltura Oreste Massimino, che guida anche gli allevatori avicoli piemontesi, ha sottolineato che occorre fare presto chiarezza sulla cosiddetta “vicenda fipronil”, perché i controlli nel comparto “sono molto accurati e gli allevatori si sottopongono a rigorosi disciplinari di produzione, che coinvolgono anche i centri di imballaggio e le reti commerciali”.

Confagricoltura Piemonte, che collaborerà per la diffusione dei piani di autocontrollo da realizzarsi con una cadenza regolare, con esami di laboratorio miranti a escludere la contaminazione delle uova, ribadisce la necessità di continuare a lavorare uniti per migliorare la tracciabilità delle produzioni, nazionali ed estere, con l’obiettivo di salvaguardare il nostro patrimonio zootecnico e di assicurare la miglior trasparenza ai consumatori. A questo riguardo Confagricoltura Piemonte si è impegnata a sostenere la richiesta della timbratura delle uova a livello di ogni singola azienda di allevamento, al fine di salvaguardarne l’origine e di tutelare la provenienza del prodotto nazionale. “I consumatori – ha aggiunto Massimino - hanno il diritto di continuare a privilegiare un alimento naturale, sano, nutriente e tra i più completi, che contiene molti nutrienti essenziali per gli adulti e per i bambini di tutte le età”.

La produzione annua di uova piemontesi è di circa 610 milioni di pezzi, per un valore di circa 72 milioni di euro (prezzo attuale all’origine).

Cinzia Gatti

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