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Economia e lavoro | giovedì 14 settembre 2017, 12:09

La ripresa italiana traina il risparmio: in Piemonte le famiglie che mettono da parte qualcosa crescono del 10%

Più di 6 nuclei su 10 sono riusciti a mettere da parte qualcosa durante l'anno. Lo scorso anno erano il 54,4%

La ripresa italiana traina il risparmio: in Piemonte le famiglie che mettono da parte qualcosa crescono del 10%

Oltre sei famiglie su dieci, in Piemonte (e Torino non fa eccezione) sono riuscite a risparmiare nel corso del 2016. Si tratta del 64,2%, con una crescita addirittura del 10% rispetto all'anno precedente (54,4%) e collocandosi molto più in alto del dato nazionale, in crescita ma fermo al 43,4%. Questo racconta l'indagine sul Risparmio realizzata da Intesa Sanpaolo con il Centro Einaudi.

"I dati dicono che la ripresa, in Italia, è ormai pienamente evidente - dice Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo - con un dato proiettato sul +1,5% in un anno e un differenziale con l'Eurozona in diminuzione rispetto al passato. Anche se restano gravi i numeri sulla disoccupazione giovanile e sulle donne al lavoro".

Dalle cifre dell'indagine emerge comunque che  il 55,8% dei piemontesi risparmia con un obiettivo preciso. Quasi uno su due, per mettersi al riparo da imprevisti. L'11,5% pensando alla pensione. Ma cresce anche la quota di quanto si riesce a risparmiare: dal 10% del reddito annuo di è saliti all'11,9. E sono sempre di più i nostri concittadini che ritengono di avere finalmente un reddito adeguato al proprio sostentamento (dal 47,8% al 60,9%). 

Ma come accantoniamo questi soldi e per cosa? Il bisogno più sentito, manco a dirlo, è quello della sicurezza. Si vogliono evitare i rischi. Ecco perché sempre di più scelgono un piano pensionistico (erano il 17,8% mentre ora sono il 21,8%. Ma anche la casa resta un solido punto di riferimento. Ben il 63,2% lo ritiene un investimento sicuro, sia per risparmiare sull'affitto che per lasciare un'eredità ai figli.

Una curiosità: si diffonde sempre di più l'Internet banking: dal 41,1% il balzo ha portato al 60,7%.

"Non mi sembra che ci siano state ripercussioni di sistema dopo queste crisi, proprio perché si è agito nella difesa dei risparmiatori puri, che non avevano fatto investimenti rischiosi. Cosa diversa, per gli investitori che hanno scelto la via del rischio, anche se ci sarebbe da ragionare sulla loro reale consapevolezza". Così Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, interrogato sulle reazioni dei risparmiatori in seguito ai casi di Monte dei Paschi di Siena e delle banche venete. "Ci potrebbe essere stata una tendenza dei risparmiatori a spostarsi verso banche più sicure. E la nostra ne ha sicuramente beneficiato", ha concluso.

Massimiliano Sciullo

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