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Viabilità e trasporti | venerdì 22 settembre 2017, 09:00

Pista ciclabile in via Plava, Unia: "Apriamo il dialogo con Fca per il problema parcheggi"

L'assessore all'ambiente ha incontrato i cittadini di Mirafiori sud per un confronto sulla nuova pista. I lavori partiranno entro due settimane.

Pista ciclabile in via Plava, Unia: "Apriamo il dialogo con Fca per il problema parcheggi"

Il sogno sarebbe vedere tutti i colletti bianchi andare a lavoro in bici, come nelle migliori delle società ideali. La realtà è fatta, invece, di compromessi: un progetto di mobilità sostenibile in fase di avviamento, da realizzare all'interno di una delle zone più dense e congestionate di Mirafiori, dove dipendenti Fca e abitanti conducono quotidianamente una strenua lotta per la “sopravvivenza”. Ecco il groviglio che dovrà attraversare la pista ciclabile di via Plava, prolungata, oltre il tratto già esistente, lungo gli edifici ex Fiat, con conseguenze rilevanti sulla viabilità e la disponibilità di parcheggi.

È dallo scorso luglio che se ne parla, come già riferito in un nostro precedente articolo: nella sala consiliare della Circoscrizione 2 erano stati invitati i cittadini per esprimere la propria opinione sul progetto presentato dal presidente della commissione comunale all'ambiente. Dopo quel primo momento di confronto, date le tante lamentele emerse tanto dagli abitanti quanto dai dipendenti, si era deciso di sospendere il dibattito e rimandare eventuali controproposte a una futura consultazione pubblica convocata dall'assessore all'ambiente Alberto Unia.

E così è stato. Ieri sera nella sala polivalente di via Negarville, poco distante dal tratto ciclabile interessato, l'assessore ha voluto parlare direttamente con i cittadini, dopo l'esposizione, a cura dei tecnici comunali, degli interventi da apportare al territorio.

Il progetto completo riguarda quattro tratti di ciclopista molto grossi: la linea strada del Drosso/via Plava, il tratto da corso Orbassano a La Manta, la congiunzione tra via Anselmetti e corso Settembrini e quella con via Faccioli. Il tutto per rendere anche una zona così periferica un esempio di riqualificazione e sostenibilità.

Se a luglio erano molte le incertezze sull'avvio dei lavori, adesso si ha qualche risposta in più: il cantiere sarà inaugurato entro due settimane, circa, non appena verrà a sua volta aperto il nuovo parcheggio Tne in via Anselmetti, finalmente consegnato dalla società al Comune, e destinato ai dipendenti Fca. È questa la conditio sine qua non, considerata la delicatezza dell'attuale situazione posteggi, con un accanimento selvaggio delle auto anche nelle zone vietate. Ed è questo il principale motivo di attrito tra residenti e lavoratori. Finché Fca consentirà di accedere ai parcheggi interni solo a chi possiede un'auto del gruppo, continuerà l'invasione di vetture nelle aree circostanti. E se, con la pista ciclabile, i parcheggi lungo via Plava si ridurranno, grazie all'apertura dello spazio in via Anselmetti se ne guadagneranno 122, cui adranno aggiunti i 144 di via Roveda, in caso di realizzazione della rotatoria Tne.

Apriremo un tavolo anche con Fca, per capire come risolvere la situazione dei parcheggi”, ha dichiarato Unia. “Sarà un confronto e uno scambio di idee come quello di stasera. Questo è il mio modo di fare politica, l'unico efficace quando si tratta di incidere sulla vita delle persone. Sono emersi tanti spunti utili, è stata un'occasione molto proficua per comprendere le reali necessità di chi vive nella zona”. Tra i tanti suggerimenti emersi – oltre a una modifica del tratto ciclabile di via Plava, ma non attuabile per ragioni di costi e vivibilità della pista – quello di applicare un disco orario per chi parcheggia la macchina nelle aree più sensibili, dove sorgono scuole o chiese, ad esempio. Considerando che non tutti sono avvezzi all'uso della bici, e che i pullman in quella zona passano con bassissima frequenza, qualche provvedimento in più per gli automobilisti – tra cui un incremento delle sanzioni sui divieti di sosta – potrebbe arginare una situazione che, data l'attuale criticità, rischia di compromettere la bontà di un progetto in favore della mobilità ecologica.

Manuela Marascio

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