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Attualità | venerdì 13 ottobre 2017, 07:25

Ex OGM, piano per la riqualificazione entro un anno

Presentato alla 7 un progetto di pre-fattibilità, ma servirà una variante urbanistica. Deri: “Proseguire la riqualificazione”. Ma il centro destra è scettico

Qualche piccolo passo avanti, almeno in linea teorica, per la riqualificazione dell’immensa area delle ex OGM. È questo che traspare dalla commissione convocata ieri dalla Circoscrizione 7, alla quale hanno partecipato anche il vice sindaco Guido Montanari e il capo dello sviluppo di Esselunga, Cesare Boiocchi. Sempre folto, come accade spesso quando si parla del quartiere Aurora, il gruppo di cittadini (circa centocinquanta) che hanno ascoltato la presentazione degli architetti Facchinelli e Roccella.

Secondo le stime del vice sindaco, il cantiere, dopo i passaggi necessari, potrebbe partire già entro un anno. Prima, però, servirà una variante urbanistica, ed è questo il vero nodo da sciogliere. Il progetto presentato, infatti, è un piano di “pre-fattibilità”. A questo dovrebbe seguire un progetto completo, sulla base delle indicazioni della città (e Montanari ha già “cassato” l’ipotesi di un nuovo stabile residenziale molto più alto degli altri) e con tutte le valutazioni di sostenibilità economica. Poi si parlerà della variante.

Esselunga è l’azienda promotrice, ma gestirà direttamente oltre 20.000 metri quatri di superficie degli oltre 70.000 interessati dalla riqualificazione. La catena dovrebbe costruire un hub per l’e-commerce, un grande magazzino di prodotti acquistati online e consegnati a casa. Niente più supermercato, quindi, un cambiamento apprezzato da Montanari, che però ha subito chiesto “l’ultimo chilometro” coperto dalle consegne sia percorso con mezzi ecologici, anche in bicicletta per i tratti più brevi (e magari anche i carichi più leggeri).
Sul piatto c’è anche l’ipotesi di chiedere a Esselunga, una volta terminati i lavori, di assumere personale sul territorio. Questo dovrebbe essere trattato nelle negoziazioni con la città.

Il centro di smistamento sorgerebbe all’interno del lotto nord, alle spalle del “lingottino”, il quale ospiterà nuove residenze universitarie. Esattamente come l’ex caserma di Porta Palazzo.
Le novità più importanti riguarderebbero il lotto sud, attraversato da un’area pedonale e ciclabile e suddiviso in due tronconi: da un lato nuovi alloggi, dall’altro, invece, edilizia sociale e co-working. Tutto, comunque, seguirebbe indicazioni del “Libro bianco dell’innovazione sociale” e punterebbe sull’integrazione digitale (wi-fi free, sistemi di individuazione dei parcheggi liberi attraverso smartphone, ad esempio) e strategie per favorire la comunità (bookcrossing, infopoint e addirittura un’area dove chi vuole può raccontare favole ai bambini). Insomma, l’idea è quella di farne un “quartiere pilota”.

Sull’area, però, pende anche un grosso problema relativo alla bonifica dei terreni. Decenni di lavorazioni hanno rilasciato metalli pesanti e cancerogeni, un esposto di Fratelli d’Italia sul tema, nel 2015, aveva attirato l’attenzione del pm Guariniello.
“Per poter bonificare l’area – ha commentato Boiocchi – dobbiamo sapere cosa andremo a edificare”. E in effetti dal progetto è sparita l’ipotesi dei parcheggi sotterranei, che avrebbero spinto le bonifiche in profondità facendo lievitare i costi. Ora, senza bisogno di scavare a fondo, i costi sarebbero contenuti. Ma manca ancora una stima.
Di certo c’è, come chiesto da Esselunga e informalmente confermato da Montanari, che gli oneri di urbanizzazione – eliminando il centro commerciale – saranno decisamente meno cari per gli investitori. “Dal punto di vista della città – ha commentato il vice sindaco – sono incassi mancati, ma se permettono di riqualificare un quartiere va benissimo così”.

Dal canto suo, la Circoscrizione 7, per bocca del presidente, Luca Deri, chiede che il cantiere delle ex OGM, una volta sviluppato il complesso iter dei prossimi mesi, parta in contemporanea con quello di corso Bramante: Esselunga ha un progetto anche lì.
In generale gli animi sembrano favorevoli. “Sollecitiamo questo intervento – ha commentato Deri a margine della commissione – per proseguire la riqualificazione avviata con gli interventi di Lavazza e dell’ex Incet. Le tempistiche ci sembrano ragionevoli”.
L’unica voce fuori dal coro, però, è quella del centro destra, con i consiglieri Alessi (Fratelli d’Italia) e Giovannini (Direzione Italia). “Siamo entrati fiduciosi – hanno dichiarato – e a conclusione della commissione usciamo con molti dubbi su un progetto che non è definitivo, privo di date certe e con tempi che si allungheranno per una richiesta di variante urbanistica e di bonifica”.

Paolo Morelli

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