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Attualità | martedì 14 novembre 2017, 17:33

Il nuovo Museo dell'auto sfiora la maggiore età, entra nel club dei "Big 5", ma non trova ancora un direttore

La nuova era dello storico ente culturale, iniziata nel 2000 sotto la direzione di Rodolfo Gaffino Rosso, si avvia a una svolta, fatta di sfide e collaborazioni internazionali. Ma anche di un bando "infinito"

Diciassette anni non sono ancora la maggiore età, ma sono già un periodo di tempo al termine del quale si può dire di essere cresciuti, di essere grandi, di poter fare un primo bilancio della propria esistenza.

Proprio quello che fa il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, che in realtà vede la sua storia cominciare nel 1932, con inaugurazione solenne nel 1960, ma che nel 2000 - sotto la direzione di Rodolfo Gaffino Rosso - ha vissuto una nuova era, frutto di un progetto di rinnovamento e ampliamento che ne ha cambiato radicalmente l'aspetto e l'anima.

Un cammino, anche con la presidenza di Benedetto Camerana, che è premiato dai numeri: il pubblico, infatti, ha premiato il museo inserendolo tra i tre più amati di Torino e nella top ten italiana. E il 2017 si avvia a chiudere il bilancio con 210mila visitatori (+10% sul 2016), portando a un milione e 280mila gli ingressi dopo la riapertura.

Il museo, fatto di vetture storiche, uniche e suggestive, si è aperto sempre più alle nuove tecnologie multimediali, ma anche al mondo: sono infatti decollate le collaborazioni internazionali, che hanno portato fino all'appuntamento di questo fine settimana: dal 17 al 19 novembre, infatti, il Museo sarà a InterClassics Brussels con tre vetture incredibili, ma soprattutto quello rappresenterà il primo passo dell'alleanza con gli altri quattro prestigioni musei europei dedicati all'automobile: quello di Beaulieu, in Gran Bretagna, quello di Mulhouse in Francia, quello di Brussels, appunto e quello dell'Aia, in Olanda.

"L'idea è nata durante una visita a Torino di Evert Louwman, direttore dell'omonimo museo dell'Aia e con Sebastien De Baere, direttore di Autoworld di Brussels - dice Camerana -. I Big Five sono le principali collezioni museali al mondo, indipendenti da ogni marca d'automobile". 

E nell'immediato futuro non mancano altre collaborazioni, anche in Italia. La prima vettura circolante in Italia, una Peugeot Tipo 3 tornata al Mauto dopo l'avventurosa partecipazione alla London to Brighton Veteran Car Run", sarà in mostra a Schio dall'8 al 10 dicembre, mentre da venerdì 24 novembre il museo ospiterà le avanguardie dell'arte contemporanea di Paratissima.
E si punta forte anche sul centro per il Restauro, che vuole attirare attenzioni (e modelli da riparare) da parte dei collezionisti di tutto il mondo, diventando così una forma di autofinanziamento per il museo stesso.

Insomma, il modello di museo dell'Auto di Torino - come certificato anche dal New York Times in tempi recenti - funziona e funziona sempre meglio. Però ora - come ha detto Camerana - "cerca un pilota che possa condurre questa vettura messa a punto perfettamente da Gaffino Rossi nel futuro".

Un nuovo direttore, che però sembra piuttosto complicato da trovare: il bando pubblicato lo scorso giugno ha attirato 50 candidature, da cui ne sono state selezionate dieci e quindi due. Ma si è reso necessario fare "un secondo giro di selezioni - come spiega ancora il presidente - arrivando a ricevere altre 40 candidature e tra le quali si sono inserite anche sei dei dieci già prescelte al primo giro. Sappiamo che dobbiamo cercare un profilo non semplice da individuare, che abbia competenze automotive, ma che spazi anche in altri settori. E vogliamo avere la certezza di non aver lasciato nulla di intentato".

Il bando resterà aperto fino al 4 dicembre: con l'inizio del 2018 si spera di individuare la soluzione del rebus.

Massimiliano Sciullo

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