/ Politica

Che tempo fa

Cerca nel web

Politica | 18 novembre 2017, 11:47

Rondissone, bocciato l'impianto di biometano

Il "No" da Città Metropolitana, dubbi sulla sicurezza, odori e smaltimento delle acque reflue

Rondissone, bocciato l'impianto di biometano

L’impianto a Biometano a Rondissone non si farà. Lo ha deciso Città Metropolitana, durante la Conferenza dei Servizi della scorsa settimana, dopo aver esaminato le integrazioni richieste a Ferplant, la ditta che ha proposto il progetto. Una decisione che ha riempito di gioia gli ambientalisti che attraverso un Comitato locale avevano raccolto centinaia di firme per opporsi al progetto, e che ha soddisfatto gli amministratori dei centri vicini, che proprio nei giorni antecedenti la riunione avevano sollevato una serie di dubbi di non poco conto sui piani di sicurezza dell’impianto e sull’impatto ambientale sul territorio circostante. Tali dubbi erano stati anche al centro dell’acceso dibattito svoltosi nel salone polivalente di Rondissone, dove i tecnici di Ferplant avevano illustrato il progetto e l’avvocato Anteo Massone, esperto in Diritto dell’Ambiente e legale rappresentante dell’Amministrazione rondissonese, aveva spiegato l’iter della procedura autorizzativa. La serata era stata anche caratterizzata da diversi momenti di acceso dibattito fra gli ambientalisti, guidati da Barbara Squillace, e gli amministratori locali, in primis il sindaco Miriam De Ros e il vice sindaco Maurizio Martin: gli ambientalisti, infatti, hanno sempre accusato l’Amministrazione locale di non aver informato tempestivamente i cittadini su quanto stava accadendo.

La zona individuata per realizzare l’impianto è compresa fra l’area industriale “2001” e l’autostrada Torino-Milano, lontana dal centro abitato, ma distante soltanto alcune centinaia di metri dal nucleo residenziale che si trova all’interno della stessa area industriale e che ospita decine e decine di famiglia, un’anomalia del Piano Regolatore ereditata dagli anni ’70 che crea non poche difficoltà dal punto di vista urbanistico. I dubbi principali sul progetto, riguardavano i piani di sicurezza in caso di incendio, come avevano sottolineato il sindaco di Torrazza Piemonte, Massimo Rozzino, e di Verolengo, Rosanna Giachello, il fastidio ai residenti provocato da possibili cattivi odori (la zona individuata per costruire l’impianto è anche vicina al confine del comune di Verolengo, in particolare con frazione Casabianca) e lo smaltimento delle acque reflue, come aveva ricordato il sindaco di Mazzè, Marco Formia. Dopo questo stop di Città Metropolitana, la ditta Ferplant avrà comunque la possibilità di presentare ulteriori integrazioni al progetto.

a.s.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium