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Cronaca | martedì 05 dicembre 2017, 12:28

Nuovi spazi per i senzatetto a Torino: Comune, Arcidiocesi, Asl e Città della Salute fanno rete (VIDEO)

Oltre a soddisfare bisogni primari quali un pasto caldo o un letto, vuole mettere a disposizione risorse, strutture e competenze per assicurare assistenza sanitaria a chi è affetto da patologie

Comune di Torino, Arcidiocesi, Asl e Città della Salute uniti per aiutare i senza dimora in maniera più strutturata e prolungata.

È questo l'obiettivo del protocollo siglato questa mattina che, oltre a soddisfare bisogni primari quali un pasto caldo o un letto, vuole mettere a disposizione risorse, strutture e competenze per assicurare assistenza sanitaria a chi è affetto da patologie e creare percorsi di sostegno e inclusione.

Durante l'anno sono circa 400 i posti di letto messi a disposizione dei senzatetto, che aumentano sino ad 800 nel periodo invernale. Grazie a questo protocollo l'Arcidiocesi offrirà, per quest'anno, 65 posti di accoglienza notturna tra via Cappelle Verde, via Arcivescovado e Villa Pellizzari e, di giorno, nei centri "La Sosta...con gli amici di Gabriele" di via Giolitti e il "Balsamo di Filomena" di via Cappel  Verde. "Questi spazi", ha spiegato l'assessore al welfare Sonia Schellino, "saranno operativi da subito, mentre quelli dell'ex Ospedale Maria Adelaide da gennaio".

In tutto verranno messi a disposizione circa un centinaio di posti in più, con precedenza per persone con fragilità di tipo sanitario e mentale. Il protocollo mira a fornire una risposta immediata per l'emergenza freddo, ma l'idea è di creare degli spazi a disposizione in maniera permanente.

"Non è vero", ha evidenziato Pierluigi Dovis dell'Arcidiocesi, "che per chi non ha una casa un luogo è uguale ad un'altro: abbiamo messo tassello per fare un piccolo cambio di passo non sulla qualità, ma sulla velocità".

"Molto spesso", ha sottolineato il sindaco Chiara Appendino, "il tema delle nuove povertà viene trattato in termini di decoro e sicurezza urbana: è necessario un approccio umano per comprendere le difficoltà che vivono le persone".

"La questione non è più solo emergenziale, ma sostanziale: è necessario fare sentire accompagnate e ascoltate le persone che dall'oggi al domani si ritrovano in stato di indigenza".

 

Cinzia Gatti

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