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Cultura e spettacoli | giovedì 07 dicembre 2017, 14:29

Dalla Toma al Peperone, Usseglio e Carmagnola scoprono un tesoro sempre più grande

Numeri da capogiro per le ricadute economiche delle rispettive Fiere dedicate ai prodotti tipici. Oltre 156mila euro per Usseglio e i suoi formaggi, addirittura 10,5 milioni per Carmagnola e Peperò, il doppio del 2016

Dalla Toma al Peperone, Usseglio e Carmagnola scoprono un tesoro sempre più grande

Feste e prodotti tipici. Ma non solo: si tratta di eccellenze che possono trasformarsi in enormi volano per il territorio. Lo sanno bene Carmagnola e Usseglio, che fanno - rispettivamente - del peperone e della toma la loro bandiera e biglietto da visita. L'ultima indagine sulle ricadute economiche delle due Fiere registrano numeri ancora migliori degli anni passati. Quasi 10 milioni e mezzo per la Fiera del Peperone (il doppio del 2016 e quattro volte il 2015), a fronte di un investimento di 150-200mila euro, e 156mila euro per Usseglio e la Mostra dedicata a toma di Lanzo e formaggi d'alpeggio. Anche qui c'è una forte crescita, pari al 62%, rispetto all'edizione passata, e a fronte di un investimento di 55mila euro.

"La forza sta nell'essere uniti come territorio - commenta il sindaco di Carmagnola, Ivana Gaveglio - e l'interesse cresce non solo tra chi a Carmagnola ci vive, ma anche tra chi arriva da lontano". "Chi ci visita per la prima volta rimane affascinato da quanta è bella Carmagnola, vedono qualcosa cui noi forse ci siamo abituati. Ma abbiamo tutta la potenzialità per diventare città turistica". E i risultati buoni arrivano nonostante le recenti difficoltà e spese legate alla garanzia della sicurezza. "Ci sono nuovi obblighi, ma il punto  di riferimento resta la difesa dei nostri prodotti tipici, da difendere rispetto a chi fa concorrenza sleale - aggiunge il primo cittadino di Usseglio, Mario Grosso -. Ci ha aiutato il clima, durante la scorsa edizione, ma anche la qualità di ciò che abbiamo proposto". "Inoltre, vogliamo promuovere e valorizzare il lavoro dei margari e di chi lavora in alpeggio. Finalmente esiste anche un marchio che li tutela e li caratterizza nella distribuzione"."Abbiamo però bisogno di incentivare i giovani - spiega Grosso - magari sostenuti dai fondi UE, perché vogliamo dare continuità alle nostre tradizioni".

Scorrendo i numeri, si scopre che a Carmagnola la quota di turisti che è andata apposta per la Fiera è stata del 15% (era l'1% nel 2016). I residenti sono stati solo il 31%, mentre il 29% è piemontese ma arriva dall'esterno della provincia di Torino. Il 16% arriva da fuori regione e l'8% dall'estero. Piuttosto eterogenea la motivazione che ha portato la gente a scegliere la Fiera, "segno di una manifestazione matura". E la percezione che si ha dell'evento è di un appuntamento sempre più importante, cui però la stragrande maggioranza parteciperebbe anche se non ci fossero ospiti nazionali o internazionali. Ma la passione porta a chiedere comunque ancora più investimenti per le edizioni future.

Per quanto riguarda Usseglio, la manifestazione mostra margini di espansione visto che il 23% dei visitatori sono stati "nuovi" rispetto al 2016. Ad attrarre, soprattutto, è la percezione di un evento che promuove la tradizione e i prodotti. Anche in questo caso, è forte (quasi la totalità) l'interesse per l'evento anche in assenza di ospiti internazionali o nazionali.

Massimiliano Sciullo

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