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Politica | giovedì 07 dicembre 2017, 15:40

Un'autorità nazionale per la garanzia dei diritti umani: la propone il consiglio regionale del Piemonte

L'annuncio del presidente Mauro Laus, oggi, durante la conferenza di “100%”, un evento che ha raccontato le attività del Comitato diritti umani della Regione

Un'autorità nazionale per la garanzia dei diritti umani: la propone il consiglio regionale del Piemonte

Il Consiglio regionale del Piemonte, attraverso il Comitato per i Diritti umani, ha deciso di proporre una legge al Parlamento per l’istituzione di una Autorità nazionale indipendente per la garanzia dei diritti umani che oggi non esiste nel nostro Paese.

È quanto emerso nel corso di “100%. Con la cifra tonda i diritti fanno bis”, un evento realizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Municipale Teatro che ha raccontato, con un format innovativo, non solo le attività svolte dal Comitato e le iniziative future ma anche i bisogni che la comunità manifesta ogni giorno.

“C’è una forte necessità – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale e del Comitato, Mauro Laus - di promuovere la tutela dei diritti umani ed è fondamentale che nel nostro Paese ci sia un Comitato autonomo terzo alla politica. Ne abbiamo voluto uno regionale che si aprisse anche al mondo dell’associazionismo, una realtà che raccoglie quotidianamente i bisogni e le richieste delle persone, dandone così voce anche al mondo politico. Come presidente del Comitato ho a cuore che, per tutti i cittadini, possa essere garantita al più presto la tutela dei diritti collettivi all’interno dei quali trovano casa anche i diritti soggettivi”.

Farhan Hadafo, atleta paralimpico somalo con cittadinanza italiana, ha invece spiegato che la libertà di correre, di essere uguale a chi non ha lo stesso colore di pelle o proviene da un Paese lontano è la medesima per tutti. Nel caso di Farhan, che vive a Torino dall’età di quattro anni, il senso di umanità è prevalso su quello di appartenenza. Ha raccontato, così, il suo bisogno: quello di potersi muovere e viaggiare, perché il diritto di cittadinanza è un punto di partenza, non un traguardo irraggiungibile.

A sottolineare la necessità di un organo nazionale che vigili e controlli se i diritti umani sono rispettati nel nostro Paese è stata la professoressa di Diritto Costituzionale dell’Università degli Studi di Torino, Anna Maria Poggi: “Nell’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo – ha spiegato – troviamo la base per comprendere cosa sono i diritti umani. Sono quelli che hanno a che fare con la dignità: tutti gli Stati dovrebbero trattare le persone in modo ‘dignitoso’, cioè rispettoso dell’essere umano, indipendentemente dall’origine, dalla provenienza e dalla situazione economica e sociale".

"I diritti che possiamo definire strettamente connessi alla dignità umana sono certamente quelli che riguardano la libertà personale, una cura particolare dei minori, delle donne, degli anziani e di tutti coloro che possono trovarsi in posizione di fragilità, essere assistiti e curati in caso di bisogno, avere assistenza legale nei processi in caso di necessità economica e non essere ridotti in schiavitù nel mondo del lavoro”.

“Oggi in Italia – ha concluso Poggi - se qualcuno deve far valere un diritto di questo genere deve rivolgersi ad un avvocato e poi ad un giudice, con costi economici e personali non da poco. L’Autorità, di cui il Consiglio regionale propone l’istituzione, può essere attivata ed attivarsi senza avvocati e giudici, senza ricevere compensi da parte di chi vi si rivolge. Non solo, può fare giustizia per tutti coloro che si trovano in una determinata situazione. L’obiettivo è quello di dare spazio e voce ai diritti umani negati che non riescono ad emergere per mancanza di mezzi”.

Daniele Angi

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