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Chivasso | 12 gennaio 2018, 07:22

Inaugurata Exodos, la mostra dedicata al dramma dei rifugiati

Inaugurata Exodos, la mostra dedicata al dramma dei rifugiati

Chi uccide un uomo, uccide un mondo intero. L’assessore al Welfare del Comune di Chivasso, Claudio Moretti, ha riassunto così uno dei drammi più grandi del nostro tempo, le migrazioni di massa, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Exodos-Rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione”. “Ci insegnano – ha detto Moretti – che ogni essere umano è un mondo a sé, con le sue aspirazioni, le sue esperienze, le sue storie. Uccidere un uomo, vuol dire, allora, uccidere tutte le possibilità che porta con sé ogni essere umano”. All’inaugurazione erano presenti l’Assessore regionale alle Politiche sociali, Monica Cerutti, l’Assessore alla Cultura del Comune di Chivasso, Tiziana Siragusa, numerosi Sindaci e Amministratori del Chivassese. Una mostra itinerante, che da giovedì scorso fa tappa a Chivasso, ospitata nello spazio espositivo di Palazzo Einaudi, promossa dalla Regione Piemonte, e giunta in città per iniziativa della sezione “Boris Bradac” dell’Anpi, in collaborazione e con il patrocinio del Comune.

Fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, con un reportage collettivo e raccontarne il “volto umano” partendo dalle persone, dagli sguardi e dalle storie, valorizzando quanto è stato costruito in questi anni nei territori del Piemonte sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione, è l’obiettivo di Exodos. La mostra è stata realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” e dalla Regione Piemonte e affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello dell’esperienza del sistema di accoglienza e quello degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte. L’esposizione propone le immagini e i video realizzati da dieci fotoreporter – Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges – e due videomaker indipendenti torinesi – Stefano Bertolino e Cosimo Caridi – tra il 2014 e il 2016, in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa.

Nell’itinerario espositivo si è scelto di individuare e concentrare l’attenzione sulle fasi salienti di questi viaggi: il “mare”, trampolino e naufragio verso il miraggio di un nuovo mondo; la “Strada”, attraverso i campi, i fiumi, le lande desolate delle terre di nessuno; l’arrivo davanti alle “Barriere”, fatte di reti, muri, confini; i “Campi”, luoghi di attesa, di riposo, di speranza, di paura; “Incontri” tra società, turisti e migranti.

La mostra è stata realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” e dalla Regione Piemonte e affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello dell’esperienza del sistema di accoglienza e quello degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte. Completa l’allestimento una serie di tele firmate dal pittore chivassese Salvatore Pronestì.

Nell’ambito della rassegna fotografica, si svolgerà un incontro con gli studenti del Liceo “Isaac Newton”, con la partecipazione degli autori del film-reportage “Dust, la seconda vita”, di Stefano Rogliatti e Stefano Tallia, girato nel giugno 2015 nel Kurdistan iracheno, dove all’epoca viveva un milione di profughi, in fuga dall’avanzata del gruppo Stato islamico in Siria e in Iraq, persone che hanno perso in un attimo tutto ciò che avevano: casa, lavoro, affetti.

La mostra, ad ingresso libero, potrà essere visitata fino a domenica 28 gennaio, con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Per scuole e gruppi, visite programmate previo appuntamento (339.5912943).


Annarita Scalvenzo

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