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Economia e lavoro | 12 gennaio 2018, 17:40

Embraco, scende in campo il ministro Calenda: proposta "indecente" affinché rimangano a Riva di Chieri

In alternativa si studia un piano, insieme a Invitalia, per rilanciare il sito industriale. Fiom: "Bene l'interessamento del Governo, ma non abbiamo nulla di concreto in mano per i lavoratori". Una delegazione incontra Gentiloni a Caselle, mentre l'azienda informa: "Disposti a valutare la proposta del ministro"

Embraco, scende in campo il ministro Calenda: proposta "indecente" affinché rimangano a Riva di Chieri

Alla fine, sulla crisi Embraco, è sceso in campo il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Si è tenuto questo pomeriggio a Roma, infatti, l'incontro con i vertici dell'azienda e i rappresentanti sindacali. Sul tavolo degli uffici del Mise, il destino dello stabilimento di Riva di Chieri, con quasi 500 posti di lavoro appesi a un filo.

L'espondente del governo ha proposto due opzioni all'azienda che non intende proseguire la produzione di compressori in territorio italiano: una prima che, riferiscono le fonti presenti, lo stesso ministro ha definito "indecente" affinché Embraco rimanga e continui la sua attività là dove si trova ora.
In alternativa, l'opzione che si proceda con un piano di risanamento e rilancio industriale del sito in cui Embraco metta delle risorse economiche, ma dove si attivino anche le forze di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Un'ipotesi che però prevederebbe la cassa integrazione per crisi e annullerebbe la mobilità.

"E' un fatto positivo che il ministro sia stato presente e abbia partecipato - commenta Lino La Mendola, di Fiom-Cgil - ma non abbiamo ancora nulla, in mano, di concreto per dare certezze occupazionali alle quasi 500 persone che lavorano a Riva di Chieri".

Il vertice è stato aggiornato all'8 di febbraio, mentre già da lunedì all'Amma (ore 14.30) ci sarà il primo incontro torinese tra le parti.

Intanto, appena sbarcato a Caselle, il premier Paolo Gentiloni ha voluto incontrare, insieme al governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, una delegazione di sindacalisti di Embraco. "Era già al corrente di quanto era stato detto al Mise - racconta Ugo Bolognesi, di Fiom Cgil - e ha confermato l'intenzione di fare il possibile per bloccare i licenziamenti e prendere tempo. Abbiamo però fatto presente che prendere tempo deve essere un mezzo e non un fine. Si deve puntare a un passo indietro dell'azienda, non a prolungare l'agonia dei lavoratori".

"Una delegazione di Embraco ha incontrato oggi al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, l'Assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, e il Ministro, Carlo Calenda", ha fatto sapere l'azienda in una nota diffusa nel tardo pomeriggio di oggi. "Il Ministro ha proposto alla società di valutare la possibilità di un piano di cassa integrazione straordinaria per crisi che potrebbe consentire l'esplorazione di eventuali alternative che permettano al sito di Riva presso Chieri di mantenere una realtà produttiva. L’azienda ha dato la propria disponibilità a valutare la proposta del ministro".

"L'incontro si è concluso con l'aggiornamento della discussione a lunedì 15 gennaio, quando l'azienda incontrerà nuovamente le rappresentanze sindacali presso l'Unione Industriale di Torino, nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo", ha concluso la nota di Embraco. "Il governo, da parte sua, ha garantito un percorso di monitoraggio della trattativa in sede ministeriale e fissato una prima riunione di aggiornamento per giovedì 8 febbraio 2018 a Roma".

Massimiliano Sciullo

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