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Politica | venerdì 12 gennaio 2018, 15:22

Ospedale Giovanni Bosco, Vignale (MNS): “La delibera 600 è stata un fallimento”

Il capogruppo del Movimento Nazionale in Regione Piemonte in visita ai locali del pronto soccorso

Ospedale Giovanni Bosco, Vignale (MNS): “La delibera 600 è stata un fallimento”

Il capogruppo del Movimento Nazionale per la Sovranità in Regione Piemonte, Gian Luca Vignale, ha svolto, questa mattina, un sopralluogo dei locali del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino nord, per osservare da vicino la situazione problematica in cui esso versa.

Il direttore Antonio Sechi ha, infatti, guidato Vignale all’interno dei reparti d’urgenza di quest’ultimo, per spiegarne il funzionamento e le principali mansioni. Palese la condizione di disagio che li caratterizza.

Dal 2013 a oggi – ha spiegato Sechi – siamo passati da 11000 a 15000 ambulanze e a conseguenti 1000 ricoveri in più all’anno, che ovviamente costano. La degenza è, quindi, ora molto più ampia e i corridoi pieni, soprattutto di pazienti barellati che attendono di essere ospitati in reparto. Le barelle, inoltre, sono poche: 80 in totale, ma sono 100 le persone che effettivamente le utilizzano”, perché, per sopperire alla mancanza, si usufruisce anche di quelle d’emergenza delle autoambulanze.

Il problema ha inizio proprio nel 2013 – ha continuato , e riguarda in particolar modo i circa 40 pazienti acuti che, per diversi motivi – mancanza di caregiver e simili – non riusciamo a dimettere. La ASL 4 ci ha messo in ginocchio. Tuttavia, nonostante le persone in più, noi cerchiamo sempre di dare la massima attenzione al paziente: ogni medico ha i propri e deve assolutamente conoscerli bene fino alla fine del proprio turno”.

Il forte depotenziamento degli ospedali territoriali ha fatto sì che la gente si rechi nei grandi presidi, come succede, per esempio, ai pazienti di Chivasso e Ciriè, che si sono riversati nel pronto soccorso del Giovanni Bosco”, ha commentato il capogruppo MNS Vignale. “Ma ospedali come questo sono Hub, quindi policlinici ad alta complessità, rivolti principalmente a casi molto gravi e urgenti: con questa situazione, è divenuto un grande ospedale di territorio, ma non è questa la sua funzione primaria”.

Ancora, per quanto riguarda la continuità assistenziale, “è evidente che se noi avessimo un potenziamento delle cavs, che ci sarebbe dovuto essere – ha continuato –, non saremmo in questa condizione”.

L’ultimo aspetto è quello dell’assistenza territoriale, perché, soprattutto a proposito dei codici bianchi, se noi ottenessimo anche un aumento dell’assistenza socio-sanitaria domiciliare, non avremmo un sovraffollamento nel pronto soccorso, di cui essi costituiscono circa il 40-50% delle presenze”.

Dalla visita, “non ho dedotto nulla di diverso rispetto a quanto mi aspettassi”, ha concluso Vignale. “È evidente che la delibera 600 sia stata un fallimento. Già noi abbiamo una legge nazionale tra le più restrittive d’Europa, perché prevede 3 posti letto ogni 1000 abitanti, acuti: se da 3 questi passano a 2,6, tagliando circa 2000 posti letto, è inevitabile che i pazienti, che sarebbero dovuti essere in reparto, si riversino nei corridoi del pronto soccorso”, nonostante quello dell’ospedale Giovanni Bosco sia tra quelli meglio organizzati.

Roberta Scalise

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