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Politica | sabato 13 gennaio 2018, 07:30

"Schiscetta" a scuola: Sinistra Italiana chiede di abolire la quota di iscrizione alle mense di Torino

Attualmente questa voce pesa sul bilancio delle famiglie per un minimo di 44 euro (ISEE inferiore a 5mila euro) ad un massimo di 299 (ISEE oltre i 32mila euro)

Abolire la quota annuale di iscrizione alle mense scolastiche di Torino, rivedendo dunque le tariffe. È questa la proposta del capogruppo consiliare "Torino in Comune-La Sinistra" Eleonora Artesio, del Consigliere regionale di Sinistra Italiana Marco Grimaldi e dell'Onorevole Giorgio Airaudo.

Dopo la sentenza che ha stabilito la possibilità di portarsi il pasto da casa, nei refettori degli istituti sono stati serviti circa un milione di pasti in meno all'anno, pari a circa 5 mila allievi che consumano la cosiddetta "schiscetta". Per cercare di riportare i bimbi a consumare il cibo della mensa gli esponenti di sinistra propongono dunque di abolire la quota annuale di iscrizione, introdotta alle materne nel 2013 e alle primarie nel 2014.

Attualmente questa voce pesa sul bilancio delle famiglie per un minimo di 44 euro (ISEE inferiore a 5mila euro)  ad un massimo di 299 (ISEE oltre i 32mila euro), considerando cinque rientri a settimana. Soldi che vanno aggiunti alla tariffa pasto, che varia da 1,25 euro della fascia minima a 5,27 euro per quella più alta. 

"L'attuale situazione", ha evidenziato la consigliera Eleonora Artesio, "snatura il tempo mensa quale momento educativo e introduce pesanti cambiamenti sull'assetto produttivo del settore, a cominciare dagli esuberi dei dipendenti addetti alla ristorazione".

Cinzia Gatti

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