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Attualità | domenica 14 gennaio 2018, 10:18

"Infermieri condannati per non aver denunciato l'iperafflusso nei Dea"

L'atto d'accusa da parte del sindacato NurSind Piemonte

Inferimieri prima assolti in Appello e poi condannati in Cassazione, per la mancata rivalutazione delle condizioni del paziente, perché "il sovraffollamento delle strutture non è una scusante, bisogna dare l’allarme e chiedere rinforzi".

Il sindacato NurSind ha sollevato la questione, con la lettera aperta riportata qui di seguito: "Ecco il motivo per il quale abbiamo chiesto agli infermieri di segnalare situazioni che mettano a repentaglio la vita dei pazienti. Ecco perché abbiamo voluto fare un esposto alla procura della repubblica che denunciasse queste condizioni di lavoro".

"Questo è l’esempio di come noi siamo costretti a pagare colpe non nostre. Questa è la ragione per la quale gli infermiere debbano trovare la forza e il coraggio per scrivere, segnalare e motivare, richamando alle proprie responsabilità chi prende stipendi ben più remunerati. Dopo il danno la beffa. Siamo ad un punto di non ritorno ed è ora che chi gestisce e dirige la nostra sanità, si assuma le giuste responsabilità".

"Lo abbiamo ribadito più volte che a pagare, per la giustizia, alla fine è sempre il singolo operatore. Noi siamo chiamate a tutelare i cittadini e siamo chiamate a tutelare la nostra professionalità. Questa è purtroppo la sentenza della Cassazione Penale IV Sez. n. 11601 del 19 marzo 2015, dove due infermieri si sono visti annullare l’assoluzione in appello. Uno per aver sbagliato codice al triage (verde anziché giallo). L’altro (al turno di notte), per la mancata rivalutazione delle condizioni del paziente".

"In appello l’assoluzione, anche perché veniva constatato l’eccezionale affusso di persone in quel giorno. Ma per la Cassazione l’affollamento non è una scusante anche perché doveva essere lo stesso personale di PS a dare l’allarme e chiedere rinforzi. La scorsa settimana abbiamo lasciato una modulistica in tutti i pronto soccorso e in tutte le degenze del capoluogo, che serviva proprio a segnalare situazioni di potenziale pericolo".

"La mancata rivalutazione del paziente ad esempio, proprio quella che cita la sentenza, è una problematica evidente e presente nei Dea. Tanti altri sono però i pericoli".

r.g.

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