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Politica | giovedì 18 gennaio 2018, 20:37

Il Piemonte vuole aggiudicarsi l’impianto Dtt

Un sito per l'insediamento dell'esperimento relativo alla fusione nucleare: lo hanno deciso in seduta congiunta la terza e quinta Commissione

Licenziata a maggioranza la delibera per la "Partecipazione della Regione Piemonte all'avviso pubblico di Enea per una selezione finalizzata alla scelta di un sito per l'insediamento dell'esperimento Dtt (Divertor tokamak test) relativo alla fusione nucleare".

Questo è  quanto deciso oggi nella seduta congiunta della terza e della quinta Commissione per consentire l’eventuale approvazione del provvedimento da parte dell’Assemblea legislativa entro il 31 gennaio, data di scadenza della presentazione delle candidature secondo il bando dell’Enea. Come spiegato dell’assessora regionale alla Ricerca, intervenuta insieme al collega con la delega all’Ambiente, Il Piemonte avanzerà la propria candidatura indicando il sito segnalato dal Comune di Casale Monferrato.

L’assessora ha parlato di un progetto di ampio respiro internazionale in base all’accordo siglato con il consorzio Eurofusion che coordina le ricerche europee sulla fusione per conto della Commissione europea. Un progetto, che qualora assegnato al Piemonte, vedrebbe una prima fase di costruzione dell’apparato Dtt lunga 10 anni e poi un esercizio trentennale, che comporterebbe l’investimento stimato in complessivi 500 milioni di euro, con 1600 (di cui 600 ricercatori) nuovi posti di lavoro ed un ritorno complessivo di 2 miliardi di euro.

Un procedimento che comporterà un onere a carico della Regione Piemonte di 25 milioni di euro che potranno essere coperti anche grazie alla concorrenza di alcuni dei soggetti tra quelli coinvolti nella candidatura e partecipanti al  tavolo di lavoro organizzato presso gli uffici regionali: Politecnico, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi del Piemonte Orientale, Unione Industriale di Torino, Confindustria Piemonte, Compagnia di San Paolo, Città di Casale Monferrato. Alla Regione spetterà anche fornire il terreno con le dovute infrastrutture.

Rispondendo a specifiche domande dei consiglieri, l’assessora ha  poi dichiarato che, per quanto a conoscenza degli uffici, dovrebbero candidarsi a ospitare il progetto almeno altre tre o quattro Regioni e che i tempi dell’iter regionale saranno dettati dalle procedure e dalle tempistiche stabilite da Enea. 

Dai commissari del gruppo M5s è stata espressa la critica per il metodo usato perché, nonostante sia almeno un anno che si parli di questa possibile candidatura, il Consiglio regionale è stato coinvolto “negli ultimi 100 metri”, tant’è che già un anno fa era stata presentata un’interrogazione sull’argomento. All’inizio degli anni novanta venne realizzato in Gran Bretagna un sito simile e in quell’occasione vi furono due anni di informative e dibattiti pubblici che coinvolsero la cittadinanza. Segnalata anche l’importanza di valutare i costi del decommissioning, vale a dire la futura chiusura del sito. Secondo i 5 Stelle, comunque, si tratta di un esperimento necessario per il lo sviluppo tecnologico e il futuro sfruttamento commerciale: un’opportunità enorme per il nostro mondo accademico.

Anche il gruppo Fratelli d’Italia ha ribadito le perplessità sul metodo e sul “coinvolgimento democratico” tardivo vista la delicatezza del tema, sul mancato coinvolgimento di possibili territori alternativi per ospitare il Dtt. Segnalata anche la mancanza di una delibera da parte del Consiglio comunale di Casale Monferrato (dove oggi è in programma un Consiglio comunale aperto sul tema).

Posizione simile quella del gruppo FI che al di là delle carenze procedurali e metodologiche ha rilevato il rischio di barricate da parte del mondo ambientalista dipendente, però, in gran parte dalla controparte che si trova ad amministrare in quel momento. La maggioranza ha sostanzialmente appoggiato l’operato dell’Esecutivo, parlando da parte del gruppo Pd di una candidatura che può “riportare il Piemonte sulla frontiera della ricerca più avanzata e che porterebbe sviluppo alla regione e alla nazione”. Il gruppo Articolo 1, poi, ha  evidenziato l’estrema complessità della questione, rilevando le conseguenti difficoltà di metodo.

Dopo che gli uffici della Giunta hanno chiarito l’entità non particolarmente preoccupante dell’atteso impatto ambientale e del problema dello smaltimento delle scorie radioattive, anche sulla base dell’eccellente esperienza di Arpa Piemonte, l’assessora ha segnalato che le tempistiche sono state dettate a livello centrale e che il bando dell’Enea è uscito solo a fine novembre. Infine, gli uffici hanno comunque segnalato la quantità e qualità eccezionale di ricadute positive anche in tutte le altre discipline scientifiche e tecnologiche coinvolte nella realizzazione del Dtt.

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c.s.

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