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Sanità | martedì 13 febbraio 2018, 10:28

La Giornata Europea del 112? "Un problema spacciato per un successo"

Giudizio severo di alcuni sindacati di infermieri, polizia e vigili del fuoco sull'attuazione del servizio: "Si allungano i tempi di risposta, si moltiplicano le localizzazioni errate e restano le incomunicabilità tra gli enti"

La Giornata Europea del 112? "Un problema spacciato per un successo"

Non è finita la "Giornata Europea del 112", che si è tenuta domenica scorsa. Si trascinano infatti le polemiche dopo le manifestazioni che hanno interessato le due sedi piemontesi di Grugliasco e Saluzzo, di fatto centri nevralgici dell'intero servizio.

A prendere la parola sono alcuni dei sindacati che rappresentano infermieri, polizia e vigili del fuoco, che attraverso una nota congiunta sottolineano come si sia ancora "lontani dall’avere una copertura nazionale, ma data l’inadeguatezza del modello italiano, questa è una buona notizia. Aldilà delle risultanze e degli esiti giudiziari rimane certezza che finora nulla sia stato fatto per correggere quegli errori fatali approdati sul tavolo di due procure".

Un giudizio piuttosto severo, che rimette sul tavolo come "L’allungamento dei tempi di risposta, le centinaia di localizzazioni errate, l’inoltro delle chiamate ai servizi sbagliati e l’incomunicabilità tra gli enti del soccorso sono noti. Le interrogazioni parlamentari, regionali, le proteste e le petizioni non si contano più; ricordiamo i toni trionfalistici con cui si affermava la nascita di un nuovo servizio senza che i cittadini si accorgessero del cambiamento ed è sulla base di questa convinzione che informare la popolazione, benché dovuto per legge, è stato ritenuto superfluo". 

"Gli effetti sono ben visibili - prosegue la nota -: su quasi un milione di chiamate pervenute al 112 NUE nel 2017 la metà sono state archiviate cioè non sono state trasmesse ad alcun servizio (cfr. torinoggi.it 11/02/2018). Questo significa che la metà delle richieste hanno contribuito a sovraccaricare le linee di comunicazione, a diminuire la recettività, ad aumentare i tempi d’attesa e a creare i colli di bottiglia. Un’informazione corretta e capillare avrebbe diminuito il numero di richieste totali ottemperando ad un’attività chiamata prevenzione. Solo incompetenza o malafede scambiano un problema per un successo, intestando i meriti di quest’ultimo ad un filtro efficace condotto dagli operatori.
Sono state dilapidate risorse pubbliche per strutture ridondanti, moltiplicando gli incarichi governativi e gli sprechi. Con cifre nettamente inferiori avremmo potuto convogliare la risposta in un’unica soluzione e adeguare la tecnologia obsoleta utilizzata dai sistemi di emergenza".

"Le rappresentanze dei lavoratori delle sale operative celebrano questa giornata - conclude la nota congiunta dei sindacati di categoria - inviando alla IV Commissione Sanità della Regione Piemonte un documento contenente i criteri per attuare sul territorio soluzioni interforze, sollecitando nel contempo la richiesta di un’audizione congiunta pervenuta alla Commissione stessa ormai diversi mesi orsono".

M.Sci

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