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Economia e lavoro | mercoledì 14 febbraio 2018, 09:52

Premio Matita d'Oro 2017 a Ercole Spada. Celebrata la memoria di Tom Tjarda

Al Museo dell'Automobile hanno anche ricevuto il premio “Designer senza tempo” Giugiaro, Gandini e Fioravanti

Un premio alla carriera, un po' come il Nobel, per “la capacità che un designer ha avuto di trasformare la storia dell'auto attraverso il percorso di una vita intera”. Con queste parole il presidente del Museo dell'Automobile di Torino, Benedetto Camerana, ha consegnato il Premio Matita d'Oro 2017 a Ercole Spada, designer classe '38 che ha progettato modelli per Zagato, Bmw e Idea, fino alla Spadaconcept del 2007. La premiazione è avvenuta nella sede di corso Unità d'Italia, con Piero Chiambretti cerimoniere.

A essere ricordato, anche Tom Tjarda, olandese di origini statunitensi, passato alla storia per la mitica Fiat 124 Spider, e che ha collezionato prestigiose collaborazioni con Ghia, Pininfarina, Ferrari e De Tomaso. A riceverlo, la moglie Paola Bronzino, che l'ha ricordato con poche parole affettuose: “Amava il lavoro di squadra e lo stile di vita tipicamente europeo. Affascinava moltissimo i giovani, era un uomo di grande cultura. In particolare, studiava molto l'arte greca, le proporzioni, la riproduzione della natura. E di certo non si immaginava l'auto del futuro come qualcosa che si guida da sé, perché amava troppo stare al volante”.

Per l'occasione sono stati anche insigniti del titolo “Designer senza tempo” tre dei massimi creativi dell'automotive: Giorgetto Giugiaro, Leonardo Fioravanti e Marcello Gandini, premiati direttamente da Aldo Brovarone. Perché l'invenzione e l'innovazione non hanno età, e, anche se il futuro scalpita per farsi spazio, non bisogna dimenticare che “la prima ruota l'ha inventata un troglodita, le altre tre un genio”, scherzano, e che la macchina con il pilota automatico rischia di essere “una noia mortale” per chi ama il piacere della guida.

Una cerimonia che ha anche voluto salutare, a sorpresa, il direttore uscente del Mauto, Rodolfo Gaffino Rossi, dopo diciotto anni di servizio.

Manuela Marascio

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