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Cultura e spettacoli | sabato 24 febbraio 2018, 07:10

Ufo al parco Peccei di Barriera di Milano: arrivano i droni di carattere culturale

Si tratta del progetto “Urban Flying Opera” promosso dalla Compagnia San Paolo, che a maggio darà vita a un’opera visiva collettiva e partecipata

Ufo al parco Peccei di Barriera di Milano: arrivano i droni di carattere culturale

Segnatevi sul calendario queste date: il 4, il 5 e il 6 maggio atterrerà, al parco Peccei di Barriera di Milano, UFO – Urban Flying Opera, il progetto, nato a Torino, promosso dalla Compagnia San Paolo, ideato e curato dallo Studio Carlo Ratti Associati e coordinato e realizzato dall’Istituto Superiore Mario Boella, in collaborazione con Algoritmo – società che sviluppa e progetta tecnologie software di droni per l’aeronautica e la robotica –, presentato ieri sera ai Bagni Pubblici di via Agliè.

L’iniziativa ha lo scopo di scoprire se la tecnologia alata possa essere utilizzata anche come uno strumento di progettazione culturale innovativa, per rendere le città italiane più smart e creative. Essa, infatti, darà vita per la prima volta, a livello mondiale, a un’opera visiva collettiva e partecipata che sarà realizzata proprio da una flotta di quattro droni a volo autonomo.

Ogni drone sarà dotato di una bomboletta spray di vernice ecologica di colore diverso, secondo lo schema della stampa a quadricromia – ciano, magenta, giallo e nero – e si muoverà su una tela larga oltre 15 metri e alta 10: il risultato sarà una grande opera artistica realizzata in modo partecipativo.

Partecipativo perché, nella prima fase del progetto – che si concluderà a marzo – chiunque potrà dare il proprio contributo, disegnando, grazie alla web app Ufo Torino, il modo in cui vede o immagina la propria o qualsiasi altra città. Ogni disegno sarà, poi, vagliato e selezionato da un gruppo di curatori artistici, che andranno a comporre una o più rappresentazioni collettive ed eleggeranno, infine, la tela più bella.

UFO, quindi, coinvolge artisti e designer, comunità di quartiere e studenti universitari – soprattutto quelli del Politecnico di Torino e del C-Lab – e intende dimostrare in che modo le tecnologie digitali possano permetterci di creare cultura e di incentivare la creatività, favorendo, simultaneamente, l’aggregazione sociale.

L’idea è quella di promuovere l’arte partecipativa – ha spiegato Luca Giacolini, dello Studio Carlo Ratti Associati – perché, grazie a questo progetto, tutti, esperti o meno, potranno essere potenziali artisti e contribuire alla realizzazione dell’opera finale. La tecnologia è qui pensata come estensione delle capacità dell’essere umano”.

In Giunta abbiamo parlato lungamente di questo progetto, che ha affascinato tutti i consiglieri della Circoscrizione 6”, ha commentato la presidente Carlotta Salerno. “I luoghi di questo territorio sono culle di sperimentazione continua: sono, infatti, molteplici le idee, le sinergie e le esperienze nuove che qui vedono la luce. Questo progetto racchiude in sé il massimo dell’investimento artistico e tecnologico, ed è tutto condensato su un’area che noi amiamo particolarmente, il parco Aurelio Peccei, perché insiste su quella zona di sviluppo su cui abbiamo e continueremo a investire”.

Il progetto – ha concluso Marco Giusta, assessore al Decentramento e Periferie, Diritti e Politiche Giovanili – segue il filo conduttore che caratterizza Barriera di Milano: è un passo in avanti che crea nuovi scenari per il quartiere. Ed è anche una sfida per il futuro, perché presenta nuove tipologie di azione. Per questo, sono molto curioso e lascerò anche io il mio contributo a questa iniziativa che è in sé molto innovativa ma anche antica, perché memore dei primi disegni urbani incisi nei tronchi degli alberi”.

Roberta Scalise

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