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Economia e lavoro | 12 marzo 2018, 10:44

Si pronuncia MIP la parola magica del territorio torinese che scommette su se stesso

Da 9 mesi è attivo il progetto regionale che accompagna chi vuole mettersi in proprio. Da giugno sono 37 le aziende nate grazie a questo percorso nel Torinese, 66 in Piemonte

Si pronuncia MIP la parola magica del territorio torinese che scommette su se stesso

"Per creare nuova impresa e nuova occupazione c'è bisogno della condivisione e delle competenze di tutti. Anche altre regioni ci guardano con attenzione, per progetti come questi". Così Gianna Pentenero, assessore regionale al Lavoro, ha presentato una nuova "stagione" di MIP, Mettersi in proprio, lo strumento che tramite le risorse del fondo sociale Europeo aiuta le persone che vogliono provare ad avviare un'attività imprenditoriale.

Avviato a giugno 2017, il progetto ha a disposizione 7,5 milioni di euro per creare impresa. E in questi mesi sono stati oltre 3000 le persone che si sono registrate per prendere parte al cammino. Di queste, 1800 nell'area metropolitana di Torino. Sono state 1200 le persone che hanno sottoscritto il patto di servizio, di cui 652 proprio nel Torinese. Da questo universo, la selezione naturale (il cosiddetto "imbuto") ha portato alla nascita di 66 aziende nuove in Piemonte, di cui 37 a Torino e provincia. In pratica, più di 4 al mese sotto la Mole. 

"Vogliamo diffondere lo spirito imprenditoriale sia tra coloro che cercano lavoro, sia tra chi è già occupato. Aiutando ad evitare scelte sbagliate e ad aumentare la propria competitività", ha aggiunto Pentenero. "I risultati di questi primi 9 mesi di attività sono molto confortanti". E soprattutto proseguono un cammino iniziato, a livello di Provincia, dal 1996.

Il MIP è rivolto a cittadini dai 18 ai 65 anni, disoccupati, inattivi, ma anche occupati ma in cerca di una strada per mettersi in proprio. Dalla registrazione sul sito si passa ai primi incontri. Quindi si attiva l'incontro con un tutor per passare alla stesura del business Plan, insieme a consulenze a livello giuridico, commerciale ed economico. Non ci sono contributi "diretti", a chi tenta questa strada, ma non mancano occasioni di risorse cui si può attingere con percorsi vicini e paralleli.

Massimiliano Sciullo

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