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Attualità | 16 marzo 2018, 20:30

Domenica sera su Rai 5, nel programma L'altro '900, si parlerà di Lalla Romano

La pittrice e poetessa cuneese, allevata culturalmente nella Torino antifascista degli anni Trenta

Domenica sera su Rai 5, nel programma L'altro '900, si parlerà di Lalla Romano

“Lalla Romano è stata anche pittrice e poetessa, allevata culturalmente nella Torino antifascista degli anni Trenta, in un intreccio di intelligenze straordinarie: Franco Antonicelli, Natalia e Leone Ginzburg, Mario Soldati, Carlo Dionisotti, Cesare Pavese. Una Torino nella quale si respirava l’impronta di Gobetti e di Gramsci”. Così lo storico e critico della Letteratura Giulio Ferroni presenta Lalla Romano, protagonista di  “L’altro ‘900”, il nuovo programma di Rai Cultura in onda in prima visione lunedì 19 marzo alle 21.15 su Rai5.

Registrata nella natìa Demonte, nel Cuneese, e a Milano, sia nella casa della scrittrice, oggi sede di un’associazione culturale che porta il suo nome, sia nella contigua biblioteca Braidense, che alla Romano ha dedicato una sala, la puntata ospita anche interviste allo scrittore Paolo Di Paolo, e al curatore delle opere e compagno di un lungo tratto di vita Antonio Ria. I brani scelti dalla vasta produzione di Lalla Romano sono affidati all’interpretazione di Daria Deflorian e registrati nella cornice delle Olearie papali presso le Terme di Diocleziano in Roma.

Quello di Lalla Romano – dice Paolo di Paolo - “è stato un continuo corpo a corpo con la parola, un lavoro a togliere e a cercare, ad allontanarsi da rischi di autobiografismo e di sdolcinature e mettendo al centro del suo progetto di scrittura la memoria”.

Viaggiatrice curiosa, ritrattista introspettiva cresciuta alla scuola di Casorati, “Lalla aveva il dono della seconda vista, - dice Antonio Ria, cui oggi è affidato l’intero corpus dei lasciti intellettuali della scrittrice. – Anche nell’ultimo periodo della sua lunga vita, quando ormai la cecità la stava aggredendo, ha continuato a scrivere e a disegnare in una rarefazione assoluta e sublime che è oggi la cifra più alta della sua opera”.

Accanto ai molti titoli, ai quadri, alle foto e ai brani di Lalla Romano, la puntata propone alcune preziose rarità custodite presso la Sala Lalla Romano della Biblioteca Braidense: i dattiloscritti e i manoscritti con le varianti, gli appunti visivi, schizzi e scarabocchi che sempre accompagnavano la quotidianità della scrittrice, come se il testo e l’immagine fossero parte di un unico linguaggio. E, infine, gli estratti di due preziose interviste che Lalla Romano concesse, circa venticinque anni fa, alla Rai.

c.s.

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