/ Politica

Politica | 16 marzo 2018, 22:07

La Corte d’Appello di Torino non indica tra gli eletti al Senato il nome di Giorgio Bergesio

Lo scranno a Palazzo Madama andrebbe così a Claudio Broglio, già candidato sindaco a Grugliasco

La Corte d’Appello di Torino non indica tra gli eletti al Senato il nome di Giorgio Bergesio

Se lunedì la notizia verrà confermata e si avrà la certezza che non si è trattato di un errore, per Giorgio Bergesio, segretario provinciale del Carroccio, ex sindaco di Cervere e già presidente del Consiglio provinciale, sarà una doccia fredda.

A Torino, la Corte d’Appello, nel comunicare i nominativi dei nuovi senatori piemontesi non ha pronunciato il suo nome. L’interessato, da noi interpellato, si mostra tranquillo dicendosi convinto che si tratti di un errore: “I numeri mi danno inequivocabilmente ragione. Lunedì – afferma – verificherò con particolare attenzione e se non avrò soddisfazione presenterò ricorso alla Giunta per le elezioni del Senato non appena questa si sarà insediata”.

Prudente si mostra anche il segretario piemontese del Carroccio Riccardo Molinari: “Non c’è ancora nulla di certo”. Il posto di Bergesio è stato assegnato dai giudici della Corte d’Appello a Claudio Broglio, 47 anni, storico esponente del Carroccio di Collegno, quarto nella lista del centrodestra al Senato sul Piemonte 1, alle spalle di Giulia Bongiorno, Cesare Pianasso e Roberta Ferrero.

Accanto al “caso Bergesio” – perché a questo punto la vicenda, in qualsiasi modo si concluda, è destinata a fare giurisprudenza – c’è anche quello di Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia). “Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, per cui – afferma il sindaco di Argentera - non posso affermare con categorica certezza di essere stata eletta”.

Ciaburro era candidata in seconda posizione alla Camera sulla quota proporzionale nel Piemonte 2 alle spalle di Guido Crosetto. Essendo questi stato eletto sia in Piemonte, dov’era candidato nei quattro collegi plurinominali, che in quello di Bergamo, secondo una interpretazione (non univoca, per la verità) del Rosatellum, Ciaburro dovrebbe subentrare all’ex sottosegretario alla Difesa, già sindaco di Marene.

Ciò che lascia sconcertati, al di là dell’epilogo delle vicende personali di Bergesio e Ciaburro, è che, a distanza di 15 giorni dalla data del voto, gli uffici preposti non siano ancora stati in grado di assegnare i seggi.

Oltre dunque al caos politico, conseguenza di un risultato del voto che non garantisce maggioranze di governo, resta il dato – a pochi giorni dalla convocazione della prima seduta del Parlamento (venerdì 23 marzo) – che ancora manca la certezza degli eletti.

Cuneo, nel suo piccolo, fa testo avendo un senatore e una deputata nel novero di “color che son sospesi”.

Giampaolo Testa

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium