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Chivasso | 17 marzo 2018, 00:26

Mille nomi per non dimenticare

A Chivasso la giornata del ricordo delle vittime delle mafie

Mille nomi per non dimenticare

Mille nomi, pronunciati in una giornata di primavera, con il sole e il cielo azzurro, mille nomi per non dimenticare e per ricordare quanto male c’è stato e quanto ce n’è ancora.

Ancora una volta, venerdì mattina i ragazzi delle scuole chivassesi di ogni ordine e grado, si sono ritrovati insieme nella giornata dedicata al ricordo delle vittime delle mafie, dando vita ad un corteo pacifico e colorato che ha attraversato le vie della città. Tanti i cartelloni, gli striscioni, le parole per dire “no, io non ci sto”, per chiedere libertà e legalità. La manifestazione è stata promossa dall’Amministrazione comunale ed è stata organizzata grazie alla preziosa collaborazione del presidio “Angelo Vassallo” di Libera, che da anni collabora con il Comune per parlare ed educare alla Legalità, con progetti mirati rivolte ai ragazzi delle scuole del territorio.

“Oggi siamo qui perché non vogliamo dimenticare tutti coloro che sono morti per mano delle organizzazioni criminali – ha detto il sindaco Claudio Castello, parlando anche a nome dei molti Sindaci presenti -. Dal 1996, ogni anno vengono letti i nomi delle vittime di mafia. Sono quasi mille nomi. Il 70% dei familiari di queste vittime è ancora in attesa della verità, omicidi che ancora oggi non hanno colpevoli. Chiasso e il tutto il chivassese oggi si ribellano. Oggi ci ribelliamo all’indifferenza, al conformismo, alla corruzione che devasta i beni comuni e l’ambiente. Vogliamo essere sempre più consapevoli che la convivenza civile e pacifica si fonda sulla giustizia sociale, sulla dignità e la libertà di ogni persona. Una lotta che riguarda tutti e non deve fermarsi, ma che, anzi, deve concentrarsi sulla zona grigia, sulle paludi della corruzione dove la mafia prospera. Solo l’impegno personale e collettivo trasforma questa giornata in un momento di memoria condivisa e pubblica, in una memoria viva che ognuno di noi si deve impegnare a diffondere”.

Anche quest’anno, all’arrivo del corteo in piazza della Repubblica, bambini, amministratori, insegnanti, i ragazzi di Libera, hanno letto i nomi, quei mille nomi che ci ricordano quanto sia ancora terribile il potere della criminalità organizzata e quanta forza richieda la lotta per contrastarle.

Annarita Scalvenzo

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