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Eventi | domenica 25 marzo 2018, 15:30

Donne (S)comode raccontate al Cecchi

Una conferenza spettacolo dedicata a uno dei più grandi tabù della società

Donne (S)comode raccontate al Cecchi

All’alba della primavera del 2018, in una società moderna e aperta, molti sono i tabù ormai caduti. Molti ma non tutti. Infatti, qualunque sia il modo in cui le si chiami: “il Marchese” , “il ciclo” o il più frequente “le mie cose”, le mestruazioni femminili restano ancora un argomento trattato con vergogna da molte donne e con fastidio da quasi tutti gli uomini.

Qualsiasi tabù resta saldo nell’ignoranza, mentre si arrende naturalmente di fronte alla conoscenza. Ed è da questo principio che nasce l’idea dell’attrice Patrizia Besantini che, con le informazioni dell’ostetrica Paola Maria Lussoglio prima e la penna felice di Annalisa Arione dopo, ha scritto e messo in scena uno spettacolo dedicato proprio alla fisiologica ciclicità della donna.

Ieri sera, 24 marzo 2018, al Cecchi Point è andato in scena lo spettacolo Donne (S)comode, che ha come obiettivo la trasmissione di informazioni a uomini e donne, e lo sdoganamento di un elemento della vita tanto naturale quanto ostracizzato.

La forma della rappresentazione scelta è quella della conferenza spettacolo. Scelta perfetta perché abbatte la quarta parete e permette un rapporto intimo tra pubblico e attrice. Un’intimità che si traduce in divertimento ma anche commozione, in donne che annuiscono e applaudono, in uomini curiosi che si sorprendono.

Durante la conferenza, Patrizia Besantini racconta, con preziosa ironia, la storia delle mestruazioni: dalla primordiale società matriarcale, quando il ciclo mestruale era considerato sacro, alla successiva patriarcale, quando il sangue mestruale divenne invece sporco e infetto, portatore di malattie, malocchio o quantomeno connaturato disgusto.

Atteggiamento che, tra l’atro, è presente tutt’oggi, nella nostra società evoluta ma con ancora precisi tratti patriarcali. Non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui il sangue mestruale, nelle pubblicità, venga sempre pudicamente rappresentato di un limpido e innocuo colore azzurro. Mentre in qualsiasi film o telefilm, da queste stesse pubblicità interrotto, si faccia sfacciato e abbondante uso di un realistico color rosso vivo per morti ammazzati, feriti e incidentati vari.

Non è il sangue in quanto tale a dover essere nascosto ma solo quello mestruale a creare imbarazzo.

La conferenza spettacolo tratta di storia, sociologia, psicologia ma anche biologia. Perché il ciclo condiziona corpo e mente delle donne in maniera naturale, e conoscerne dinamiche biologiche e ormonali non può che essere una ricchezza sia per le donne che per gli uomini. Questi ultimi, tra l’altro, seppur non numerosissimi tra il pubblico, risultano essere i più curiosi e contenti delle nuove conoscenze acquisite.

Il percorso è dunque ancora lungo, e alcune resistenze saranno difficili da abbattere, ma la conferenza spettacolo Donne (S)comode può rappresentare un ottimo punto di partenza per far tornare ad essere concepito come sano e naturale ciò che sano e naturale è.

 

Donne (S)comode

Testi - P. Besantini & Annalisa Arione

Regia - P. Besantini & Annalisa Arione

Lights & Sound - Matteo Cioniini

Multimedia - Pindarica

Rossana Rotolo

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