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Cronaca | lunedì 09 aprile 2018, 16:20

Foodora: attesa per mercoledì la sentenza di primo grado

Il legale dei sei riders Bonetto cita Andreotti: "Non basta avere ragione, bisogna anche avere qualcuno che te la dia. I punti che abbiamo sostenuto sono stati confermati dall'istruttoria"

Cresce l'attesa per l'udienza di mercoledì mattina al Tribunale di Torino, quella dove dovrebbe arrivare la sentenza di 1° grado sulla causa intentata dai sei riders licenziati nel 2016 dalla multinazionale tedesca di food delivery Foodora. Secondo il legale Sergio Bonetto ci sono tutti i presupposti per giungere a una decisione.

Bonetto è uno che, in carriera, ne ha viste tante: dal caso Eternit all'incendio alla Thyssen Krupp di Torino, fino ad arrivare all'Ilva di Taranto; quella di Foodora è solo l'ultima di una lunga serie di cause “popolari” che lo hanno visto protagonista: "Perché li chiamate riders? Sono sempre stati chiamati fattorini, figura contrattuale prevista nella logistica e nel commercio, se fossero trattati come tutti gli altri oggi non saremmo qui. Sotto una certa soglia retributiva e di tutela si tratta di schiavitù, non di lavoro", ha affermato durante un incontro organizzato alla Cavallerizza Reale dalla Camera del Lavoro Autonomi e Precari (CLAP).

Nel corso del confronto sono state ribadite le richieste fatte, che prevedono anche un eventuale risarcimento per violazione della privacy dovuta all'utilizzo dell'app e per le ore di lavoro non retribuite a causa delle mancate tutele. "La discriminante – ha proseguito Bonetto – tra lavoratori autonomi e subordinati dovrebbe essere nel rischio d'impresa e in una retribuzione proporzionata all'incarico svolto, condizioni che, in questo caso, non ci sono".

La sentenza potrebbe, in qualunque caso, rappresentare una svolta importantissima nel mondo del lavoro. Ad affermarlo è stata Arianna Ciabattoni della CLAP: "Se l'esito dovesse essere negativo per noi, verrebbero riconosciute e date per buone le falle di un sistema che nega i diritti minimi per la sicurezza economica e fisica sul posto di lavoro, l'introduzione del cottimo obbligatorio a 2,70 euro a consegna è una condizione feudale".

Confermato il presidio di mercoledì mattina alle 9 davanti al Tribunale di Torino; al termine dell'udienza pubblica, prevista per le 10, partirà un corteo in bicicletta che da Palazzo di Giustizia dovrebbe concludersi in Piazza Statuto.

Intanto, arriva la replica di Foodora: "Precisiamo - dicono - che il compenso dei riders è di 4 euro lordi a consegna . A cui si aggiungono, in termini più generali, l'assicurazione Inail in caso di infortuni sul lavoro (in quanto i rider di Foodora hanno contratti di collaborazione coordinata e continuativa), i contributi Inps e un'assicurazione integrativa in caso di danni a terzi stipulata separatamente da Foodora". "Inoltre - prosegue Foodora - prima di cominciare a lavorare, forniamo ai riders caschetto, zaino e giacca catarifrangenti, e le luci di posizione. Sensibilizzando gli stessi al rispetto del codice della strada". In merito al ricorso presentato da 6 ex riders, Foodora concluse: "Abbiamo compiutamente replicato nella sede deputata che è il giudizio in corso avanti al Tribunale del lavoro di Torino".

Marco Berton

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