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Economia e lavoro | 16 aprile 2018, 18:50

FCA, il futuro riserva uno "scambio" di mille operai tra Mirafiori e Grugliasco

Ricevuti oggi dall'azienda i sindacati metalmeccanici. Alle viste un percorso di rotazione tra i due stabilimenti, per limitare gli effetti occupazionali in attesa del nuovo Piano

FCA, il futuro riserva uno "scambio" di mille operai tra Mirafiori e Grugliasco

Da Mirafiori a Grugliasco (e ritorno) in attesa di tempi migliori. Ricevute separatamente - suddivise in firmatarie (FIM, UILM e le altre) e non firmatarie (in questo caso, la sola FIOM) - oggi le sigle sindacali hanno incontrato i vertici di FCA per avere un primo, almeno parziale, chiarimento sul futuro dell'azienda. In particolare per quanto riguarda Mirafiori e il polo del lusso, ovvero Grugliasco e la produzione Maserati. Tutte realtà in cui al momento sono in vigore i contratti di solidarietà. E dove il futuro potrebbe riservare una sorta di meccanismo di "vasi comunicanti", con un passaggio - dall'una all'altra fabbrica - di circa 1000 operai, per poter sfruttare al massimo le possibilità offerte dagli ammortizzatori sociali.

"Abbiamo chiesto a FCA di predisporre tutti gli strumenti utili a gestire la attuale situazione di scarico di lavoro, anche in vista delle nuove assegnazioni produttive attese con il piano industriale che sarà presentato a giugno - hanno fatto sapere le sigle ricevute per prime dall'azienda -. La richiesta è di predisporre percorsi di rientro al lavoro progressivo di tutte le maestranze del Polo produttivo, in particolare di quei lavoratori di Mirafiori che fino ad oggi hanno fatto lunghi periodi in solidarietà e che spesso hanno delle limitazioni alla collocazione in produzione per motivi fisici, e di valutare l’apertura di una procedura di mobilità volontaria finalizzata principalmente alla pensione, di predisporre percorsi formativi di riqualificazione, nonché di gestire gli ammortizzatori sociali in modo da garantirne la massima durata possibile, questione particolarmente importante dopo l’entrata in vigore del Jobs Act che pone vincoli più drastici alla durata sia della solidarietà sia della cassa integrazione".
"L’Azienda ha dichiarato la propria disponibilità a valutare le richieste sindacali - si legge nella nota diffusa da FIM, UILM, FISMIC, UGL e AQCF - per evitare ogni impatto negativo sull’occupazione, chiarendo però che ciò comporterà la necessità un percorso di rotazione di circa mille lavoratori tra Mirafiori e Grugliasco".

"Vorremmo provare a concordare con FCA - spiegano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto e Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino, - una pluralità di misure calibrate il più possibile sulle esigenze individuali, dalla equa rotazione per coloro che possono essere subito inseriti in produzione, alla apertura di una procedura di esodo volontario e incentivato finalizzato alla pensione, al progressivo reinserimento dei lavoratori con ridotte capacità lavorative per cui occorre approntare postazioni idonee e preparare corsi di riqualificazione. Abbiamo evidenziato infine che è necessaria una gestione molto oculata degli ammortizzatori sociali, per evitare di incorrere nei limiti drastici di utilizzo imposti dal Jobs Act. Al prossimo incontro del 26 aprile confidiamo di ricevere risposte di merito su tutte le questioni poste sul tavolo”.

E la data del 26 aprile è segnata con un circoletto rosso anche dai rappresentanti di FIOM: "Lo spostamento di 1000 lavoratori da Mirafiori a Grugliasco è la diretta conseguenza del ritardo di Fca negli investimenti. Per noi ad oggi, in assenza di un piano industriale, ha un unico scopo: evitare i licenziamenti, a fronte dell'esaurimento degli ammortizzatori, a fine luglio, in Carrozzeria", commentano Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom e responsabile del settore automotive, e Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino.

"Per sapere se si tratta di una misura temporanea o di un parcheggio "sine die" per i lavoratori, per generiche attività di addestramento - proseguono - occorrerà attendere l'eventuale partenza di nuovi investimenti. Di certo c'e che nei prossimi mesi cesserà la produzione dell'Alfa Mito. In ogni caso registriamo due effetti immediati: una netta divisione tra gli addetti in Carrozzeria che nel prossimo futuro lavoreranno sempre e quelli che lavoreranno il minimo previsto dalla solidarietà, così come è prevedibile che in futuro a Grugliasco gli attuali addetti lavoreranno ancora meno di quanto già oggi fanno. In vista del 26 aprile, auspichiamo che l'azienda sia in grado di portare alla discussione elementi meno incerti e generici di quanto non accaduto oggi".

Intanto, da domani la Fiom ha organizzato le assemblee con i lavoratori sia a Mirafiori che a Grugliasco. Per tutti, poi, il prossimo appuntamento sarà il 26 aprile. Ma ancora su tavoli separati.

Massimiliano Sciullo

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